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Sentenza

Sentenza n. 936/2026 - Catania, Sezione 5

per l'esecuzione del giudicato formatosi sul decreto ingiuntivo n. 292 del 2022, emesso dal Tribunale di Patti.

Giustizia amministrativa202600275

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del decreto ingiuntivo n. 292 del 2022 del Tribunale di Patti

Esito

IRRICEVIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha proposto ricorso per l'ottemperanza del decreto ingiuntivo n. 292 del 2022, divenuto definitivo per mancata opposizione, con il quale il Tribunale di Patti aveva ingiunto al Comune di Tortorici il pagamento di euro 29.328,16, oltre interessi e spese. Il titolo era stato notificato al Comune in forma esecutiva il 29 aprile 2025 e, secondo la ricorrente, era rimasto ineseguito. È stata quindi chiesta l'adozione delle misure necessarie all'esecuzione, anche mediante nomina di un commissario ad acta, oltre alla condanna alle spese. Il Comune ha eccepito l'irricevibilità del ricorso per tardività del deposito. Il ricorso era stato notificato via PEC il 13 gennaio 2026 e depositato il 3 febbraio 2026.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso irricevibile per tardività del deposito. Ha applicato il termine ordinario di trenta giorni previsto dall'art. 45, comma 1, c.p.a., dimezzato a quindici giorni in ragione della trattazione camerale ai sensi dell'art. 87, commi 2 e 3, c.p.a. Poiché il ricorso, notificato il 13 gennaio 2026, è stato depositato il 3 febbraio 2026, il termine perentorio risultava superato. L'irricevibilità è stata dichiarata ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. a), c.p.a., con espressa salvezza della riproponibilità dell'azione ove ricorrano i presupposti di legge. Le spese di lite sono state compensate per la definizione della controversia in rito.

Norme richiamate

  • art. 45, comma 1, c.p.a.

    Il ricorso e gli altri atti processuali soggetti a preventiva notificazione sono depositati nella segreteria del giudice nel termine perentorio di trenta giorni, decorrente dal momento in cui l'ultima notificazione dell'atto stesso si è perfezionata anche per il destinatario

    Il deposito del ricorso soggetto a preventiva notificazione deve avvenire entro il termine perentorio di trenta giorni dalla perfezione dell'ultima notificazione.

  • art. 87, commi 2 e 3, c.p.a.

    Nei giudizi di cui al comma 2 [...] tutti i termini processuali sono dimezzati rispetto a quelli del processo ordinario

    Nei giudizi trattati in camera di consiglio, salvo le eccezioni previste dalla norma, i termini processuali sono dimezzati; il TAR ha applicato il termine di quindici giorni per il deposito del ricorso.

  • art. 35, comma 1, lett. a), c.p.a.

    La tardività del deposito comporta la dichiarazione di irricevibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza soggetto a preventiva notificazione, il ricorso deve essere depositato entro il termine perentorio previsto dall'art. 45, comma 1, c.p.a., decorrente dal perfezionamento dell'ultima notificazione anche nei confronti del destinatario.
  • Quando il giudizio di ottemperanza è trattato in camera di consiglio, il termine ordinario di deposito del ricorso è dimezzato ai sensi dell'art. 87, commi 2 e 3, c.p.a., sicché il termine di trenta giorni previsto dall'art. 45 c.p.a. si riduce a quindici giorni, salvo le eccezioni stabilite dalla legge.
  • Il deposito oltre il termine processuale perentorio determina l'irricevibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. a), c.p.a., senza precludere la riproposizione dell'azione quando ne ricorrano i presupposti di legge.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

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