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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 21776/2020 del 09/10/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della CTR che aveva confermato il rigetto del ricorso avverso due avvisi di pagamento per mancato versamento dell'accisa sugli alcoolici relativi agli anni 2011-2012 e le connesse sanzioni. Il ricorrente, funzionario doganale, era stato ritenuto obbligato in solido per aver partecipato a una frode consistente in esportazioni fittizie di alcolici verso l'Albania, con conseguente svincolo irregolare dal regime sospensivo e immissione illecita sul mercato interno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la frode ha determinato lo svincolo irregolare dal regime sospensivo e la conseguente esigibilità dell'accisa; che il ricorrente, avendo partecipato allo svincolo e conoscendo l'irregolarità, è obbligato in solido al pagamento dell'imposta e delle sanzioni amministrative; ha enunciato il principio di diritto che il funzionario doganale infedele che concorre allo svincolo irregolare risponde in solido. Il ricorrente è stato altresì condannato al pagamento delle spese di giudizio (e alla eventuale integrazione del contributo unificato ove dovuto).

Norme richiamate

  • Direttiva 2008/118/CE del 16 dicembre 2008

    "L'accisa diviene esigibile al momento e nello Stato membro dell'immissione in consumo. ... per \"immissione in consumo\" si intende: a) lo svincolo, anche irregolare, dei prodotti sottoposti ad accisa da un regime di sospensione"; e "Il debitore dell'accisa divenuta esigibile è: ... il depositario autorizzato, il destinatario registrato o qualsiasi altra persona che svincola i prodotti ... e, in caso di svincolo irregolare dal deposito fiscale, qualsiasi altra persona che ha partecipato a tale svincolo"

    La Corte applica la direttiva per affermare che lo svincolo, anche irregolare, costituisce immissione in consumo e rende esigibile l'accisa; chiunque abbia partecipato allo svincolo irregolare può essere considerato debitore dell'accisa.

  • D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504 (Testo unico accise - TUA)

    "Art. 2, comma 2: L'accisa è esigibile all'atto della immissione in consumo... Si considera immissione in consumo anche: a) lo svincolo, anche irregolare, di prodotti sottoposti ad accisa da un regime sospensivo"; "Art. 2, comma 4: È obbligato al pagamento dell'accisa: a) il titolare del deposito fiscale ... e, in solido, i soggetti che si siano resi garanti del pagamento ovvero il soggetto nei cui confronti si verificano i presupposti per l'esigibilità dell'imposta"; "Art. 7, comma 1, lett. a: l'accisa è corrisposta dalla persona fisica o giuridica che ne ha garantito il pagamento conformemente all'art. 6, comma 4, e, in solido, da qualsiasi altra persona che abbia partecipato allo svincolo irregolare e che era a conoscenza, o avrebbe dovuto ragionevolmente essere a conoscenza, della natura irregolare dello svincolo"

    Il TUA viene interpretato nel senso che l'esigibilità dell'accisa discende dallo svincolo irregolare e che la responsabilità solidale non si limita ai garanti formali (chi presta cauzione) ma si estende a chiunque abbia partecipato allo svincolo irregolare e avesse conoscenza o dovesse averne.

  • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472

    Richiamato per giustificare l'applicazione delle sanzioni amministrative previste per le violazioni tributarie connesse allo svincolo irregolare; la responsabilità sanzionatoria è dovuta indipendentemente dall'eventuale responsabilità penale.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 e Legge 24 dicembre 2012, n. 228 (art. 1, comma 17)

    "Art. 13, comma 1 quater del d.P.R. n. 115 del 2002, inserito dall'art. 1, comma 17, della L. n. 228/2012"

    La Corte dichiara sussistenti i presupposti per l'eventuale versamento, da parte del ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato previsto per il ricorso, in caso di rigetto proposto dopo la data indicata.

  • Codice di procedura civile

    "Art. 360, primo comma, n. 3"

    Norma di legittimità invocata dal ricorrente per dedurre violazione e falsa applicazione delle norme tributarie: la Corte valuta e respinge i motivi di cassazione fondati su tale articolo.

Massime di principio

  • Lo svincolo, anche irregolare, dal regime sospensivo costituisce immissione in consumo e rende esigibile l'accisa.
  • La responsabilità per il pagamento dell'accisa può essere solidale e colpire non solo i garanti formali ma qualsiasi soggetto che abbia partecipato allo svincolo irregolare e che fosse o avrebbe dovuto essere a conoscenza dell'irregolarità.
  • La responsabilità tributaria per lo svincolo irregolare è autonoma rispetto alla responsabilità penale: l'applicazione di sanzioni amministrative e dell'obbligo tributario non dipende dall'accertamento penale.
  • Il ruolo di pubblico ufficiale (es. funzionario doganale) non esclude, anzi può aggravare la posizione di responsabilità qualora il funzionario concorra a pratiche di svincolo irregolare.
  • In giudizio di cassazione, la contestazione deve mirare a censurare l'interpretazione normativa e la valutazione dei fatti; gli argomenti che cercano di limitare la responsabilità ai soli garanti formali difficilmente prevalgono se la partecipazione e la conoscenza dell'irregolarità risultano accertate.
  • Dal punto di vista processuale, ricorsi proposti successivamente al 30/01/2013, se rigettati, possono comportare l'obbligo di integrazione del contributo unificato ai sensi delle modifiche legislative citate.

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