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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25134/2023 del 09/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Ancona sostenendo: (1) violazione di norme processuali a pena di nullità (artt. 97, comma 4 e 5; 179, comma 1, lett. c) c.p.p.), deducendo che nel giudizio di primo grado, a seguito della rinuncia del difensore di fiducia, il difensore nominato d'ufficio aveva chiesto il termine a difesa ex art. 108 c.p.p., richiesta non accolta e anzi sostituito il difensore con altro nominato ai sensi dell'art. 97, comma 4, c.p.p., con presunta nullità assoluta per difetto di assistenza e concreta lesione del diritto di difesa; (2) violazione di legge e vizio di motivazione (art. 120 c.p., art. 337 n.3 c.p.p.) per avere la Corte riconosciuto il diritto di querela al vice direttore della filiale bancaria che aveva sporto querela, nonostante il funzionario non avesse seguito personalmente la pratica e non avesse contatti diretti con l'imputata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto infondata la richiesta di annullamento: la mancata concessione del termine a difesa ex art. 108 c.p.p. costituisce una nullità generale a regime intermedio che deve essere eccepita tempestivamente dal difensore presente (art. 182, comma 2 c.p.p.); la sostituzione del difensore in quella fase non ha creato una nullità assoluta né ha determinato un pregiudizio concreto, poiché il dibattimento è stato rinnovato (art. 525 c.p.p.) alla successiva udienza e il difensore di ufficio ha poi partecipato senza sollevare eccezioni. Sul secondo motivo ha confermato che il diritto di querela è riconosciuto alla persona offesa: se il reato colpisce il patrimonio di una persona giuridica, la qualità di persona offesa può spettare non solo all'ente ma anche a soggetti che, in ragione di ruoli organizzativi e di vigilanza (es. vice direttore di filiale), rappresentano di fatto gli interessi patrimoniali dell'ente; pertanto il vice direttore aveva legittimamente proposto querela. Conseguenza: rigetto del ricorso e condanna della ricorrente al pagamento delle spese (la parte finale della sentenza indica la condanna della ricorrente al pagamento, testualmente interrotta nel testo fornito).

Norme richiamate

  • art. 97 c.p.p.

    Disciplina la nomina del difensore d'ufficio; la Corte ha distinto tra nomina ai sensi del comma 1 (difensore d'ufficio) e la sostituzione ai sensi del comma 4, ritenendo che la sostituzione non abbia comportato perdita della nomina d'ufficio già intervenuta.

  • art. 108 c.p.p.

    Prevede il termine a difesa quando sopravviene la nomina di un difensore; la mancata concessione di tale termine determina una nullità generale a regime intermedio che deve essere eccepita tempestivamente dal difensore presente.

  • art. 182, comma 2 c.p.p.

    Fissa i termini per eccepire le nullità di ordine generale a regime intermedio; la Corte ha ricordato che la mancata deduzione entro tali termini comporta decadenza della relativa eccezione.

  • art. 525 c.p.p.

    Consente la rinnovazione del dibattimento per mutamento della persona fisica del giudice; la rinnovazione ha permesso al difensore di partecipare e proporre riti alternativi, eliminando il pregiudizio concreto lamentato.

  • art. 120 c.p.

    Stabilisce che la querela è proposta dalla persona offesa; la Corte ha interpretato la nozione di persona offesa in senso non esclusivamente formale quando l'interesse leso riguarda il patrimonio di un ente articolato.

  • art. 122 c.p.

    Rilevante per la nozione di beni giuridici protetti e per l'eventuale pluralità di soggetti tutelati dalla norma penale; la Corte l'ha richiamato per motivare che più soggetti possono essere titolari dell'interesse protetto.

  • art. 337, comma 3 c.p.p.

    Indica chi può esercitare l'azione e i diritti processuali per gli interessi della persona giuridica; la Corte ha considerato che, oltre al titolare formale, soggetti con funzioni di rappresentanza o vigilanza nella specifica articolazione possono avere di fatto la titolarità del diritto di querela.

Massime di principio

  • La mancata concessione del termine a difesa ex art. 108 c.p.p. configura una nullità generale a regime intermedio: va eccepita tempestivamente dal difensore presente, altrimenti si perde la possibilità di farla valere in sede di impugnazione; non è automaticamente nullità assoluta.
  • La sostituzione di un difensore di fiducia con altro difensore non cancella automaticamente la nomina del difensore d'ufficio già intervenuta; occorre dimostrare l'effettiva mancanza di assistenza o un pregiudizio concreto per ottenere l'annullamento.
  • Per valutare il pregiudizio derivante da vizi procedurali occorre accertare la concreta lesione del diritto di difesa: se il processo è stato rinnovato e il difensore ha poi potuto esercitare i diritti processuali, il vizio può ritenersi privo di effetto.
  • Nelle truffe a danno di persone giuridiche articolate, il diritto di querela può spettare non solo all'ente formale ma anche a soggetti della sua struttura (es. direttore/vice direttore di filiale) che rivestono ruoli di vigilanza e rappresentano di fatto gli interessi patrimoniali dell'ente.
  • Nel contestare la legittimazione a proporre querela di un funzionario di ente complesso, va valutata la posizione organizzativa e le funzioni di sorveglianza del soggetto, più che la partecipazione personale alla singola transazione.

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