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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38497/2025 del 27/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduce la nullità assoluta della sentenza di appello per omessa notifica del decreto di citazione al suo difensore di fiducia; sostiene che l'appello si è celebrato con il patrocinio di un difensore d'ufficio nominato in udienza e che il difensore di fiducia non era stato avvisato, con conseguente violazione delle norme processuali a pena di nullità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per molteplici motivi: la sentenza di appello era ormai definitiva e il formarsi del giudicato ha sanato le nullità relative alla notificazione degli atti del processo di cognizione; il difensore che ha proposto il ricorso non ha allegato procura speciale per impugnare la sentenza irrevocabile e quindi non aveva legittimazione a proporre il gravame; il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione e il ricorrente non ha dimostrato un interesse concreto a ottenere pronunzia di segno diverso. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali (con esenzione dal pagamento alla Cassa delle ammende per giustificati motivi).

Norme richiamate

  • art. 97, comma 4, cod. proc. pen.

    La nomina del difensore d'ufficio in udienza ex art. 97, comma 4, cod. proc. pen. consente la prosecuzione del giudizio in assenza del difensore di fiducia; la Corte ha ritenuto valida la presenza del difensore d'ufficio per lo svolgimento dell'appello.

  • art. 178, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    L'omesso avviso dell'udienza al difensore di fiducia può integrare una nullità assoluta quando la presenza del difensore sia obbligatoria; la Corte osserva tuttavia che tale nullità è coperta dall'effetto sanante del giudicato se la sentenza è divenuta definitiva.

  • art. 179, comma 1 cod. proc. pen.

    Riferimento alle nullità processuali rilevabili d'ufficio che, se attinenti alla notificazione degli atti del processo di cognizione, possono essere sanate dalla formazione del giudicato.

  • Giurisprudenza richiamata: Sez. U, n. 24630 del 26/03/2015 (Maritan)

    La giurisprudenza afferma che l'omessa notifica al difensore di fiducia integra nullità assoluta, ma la Cassazione ricorda che il giudicato ordinariamente cura tali nullità ove la sentenza sia divenuta irrevocabile.

Massime di principio

  • L'omessa notifica del decreto di citazione al difensore di fiducia può costituire nullità assoluta, ma tale nullità viene generalmente sanata se la sentenza è divenuta definitiva (effetto sanante del giudicato).
  • Se la sentenza d'appello è ormai passata in giudicato, la via ordinaria è limitata: non è proponibile il ricorso per cassazione; rimangono rimedi straordinari (rescisione del giudicato, revisione) oppure istanze per essere rimessi in termine con adeguata giustificazione dell'inattività.
  • La presenza e l'operato del difensore d'ufficio nominato in udienza può rendere valido lo svolgimento del processo in assenza del difensore di fiducia, salvo i limiti imposti dalle norme sulle nullità.
  • Un difensore che propone impugnazione contro una sentenza già definitiva deve avere procura speciale dell'imputato per quel gravame; in mancanza manca la necessaria legittimazione ad agire.
  • Se il reato è estinto per prescrizione, il ricorrente deve dimostrare un interesse concreto a ottenere una pronunzia diversa; in assenza di interesse il ricorso è privo di motivo utile e può essere dichiarato inammissibile.
  • Prima di proporre gravami per vizi di notificazione, valutare tempestivamente rimedi procedurali (istare per la rimessione in termine o proporre mezzi straordinari) per evitare il rischio che il giudicato muti la situazione a sfavore dell'impugnante.

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