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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1347/2022 del 14/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Venezia che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso l'ordinanza del GIP di Verona che aveva disposto la custodia cautelare in carcere per il reato di illecita detenzione di stupefacente (art. 73 DPR 309/1990) in relazione al ritrovamento di 811 grammi di eroina. Sostennero violazione di norme del codice di procedura penale (artt. 274, 275, 284, 309) e vizio di motivazione: a loro avviso il Tribunale non avrebbe adeguatamente dimostrato la concretezza e l'attualità del pericolo di reiterazione del reato né l'inidoneità di misure cautelari meno afflittive come gli arresti domiciliari.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto che il Tribunale avesse motivato in modo congruo e sufficiente la sussistenza del pericolo di recidiva, valorizzando non solo la gravità del fatto (ingente quantitativo di eroina) ma anche le modalità di condotta (materiale per confezionamento, ingente somma di denaro, contesto illecito di rilievo), lo stato di disoccupazione e i precedenti penali dei ricorrenti, elementi idonei a desumere l abitualità e la pericolosità criminale. La Corte ha altresì confermato l'adeguatezza della custodia cautelare in carcere, ritenendo che misure meno afflittive non avrebbero contenuto il rischio di nuove iniziative criminose. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309/1990 (Testo unico stupefacenti), art. 73

    Norma sostanziale che punisce la detenzione illecita di sostanze stupefacenti; la gravità del titolo è uno degli elementi da valutare ma non basta da sola per il pericolo di recidiva

  • Codice di procedura penale, art. 274

    art. 274, comma 1, lett. c) e lett. e)

    Criteri per la misura cautelare: la decisione deve fondarsi su valutazione congiunta delle modalità del fatto e della personalità dell'indagato e sulle esigenze di prevenzione; la corte ha applicato tali criteri per valutare pericolosità e attualità del pericolo di reiterazione

  • Codice di procedura penale, art. 275

    Stabilisce che la custodia cautelare deve essere extrema ratio; la Corte ha confermato che è legittima solo quando le misure meno afflittive risultano inadeguate e ciò deve risultare da elementi concreti

  • Legge n. 47/2015

    modifica criteri art. 274 c.p.p.

    Ha introdotto il principio che non è possibile desumere il pericolo di recidiva dalla sola gravità astratta del reato, ma occorre valutare modalità del fatto e personalità dell'indagato

  • Decreto-legge 137/2020, art. 23, comma 8, conv. in L. n. 176/2020

    art. 23, comma 8 d.l. 137/2020, conv. in L. n. 176/2020

    Consente di procedere in camera di consiglio senza intervento delle parti in determinate ipotesi; richiamato per motivare il rito camerale senza difensori/procuratore generale presenti

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso

  • Codice di procedura penale, art. 94

    Richiamato per adempimenti di cancelleria successivi alla pronuncia

Massime di principio

  • La custodia cautelare in carcere è misura extrema ratio: va disposta solo se dalle circostanze concrete risulta che misure meno afflittive sarebbero inadeguate a contenere il pericolo cautelare
  • Non è sufficiente la sola gravità astratta del reato per fondare il pericolo di recidiva: occorre valutare congiuntamente le modalità del fatto (quantitativi, strumenti, denaro, ecc.) e la personalità dell'indagato (precedenti, comportamento, inserimento in contesti illeciti)
  • L'attualità del pericolo di reiterazione va intesa come prognosi fondata su elementi concreti di continuità e attualità del rischio, non come imminenza temporale necessariamente specifica
  • L'adeguatezza o inadeguatezza degli arresti domiciliari deve considerare la probabilità che l'indagato rispetti spontaneamente le prescrizioni: precedenti, spessore del contesto criminale e modalità del fatto sono indici rilevanti
  • In situazioni con ingenti quantitativi di droga, materiale per il confezionamento e rilevanti somme di denaro, i giudici tendono a ritenere sussistente l'abitualità e la professionalità criminale, giustificando misure cautelari più rigorose
  • Nel proporre ricorso avverso misure cautelari è cruciale contestare con elementi concreti e specifici la valutazione fattuale del giudice sul pericolo di recidiva e sull'inidoneità di misure meno afflittive, non con argomentazioni meramente astratte

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