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Sentenza

Sentenza n. 54/2026 - Ancona, Sezione 1

per l'annullamento - dell'ordinanza del Comune di Fano n. 388 del 4/9/2023, notificata in data 5/9/2023, di demolizione di opere edilizie abusive e rimessione in pristino dei luoghi, ai sensi degli art. 31 D.P.R. 380/2001, in Località Madonna Ponte – Fano; - della nota prot. n. 113836 del 28/11/2022 della Polizia Locale del Comune di Fano, citata nell'ordinanza n. 387 del 4/9/2023, non conosciuta; - di ogni altro atto presupposto, connesso e collegato ivi compreso l''art. 58 delle NTA del PRG del Comune di Fano

Giustizia amministrativa202300472

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione e rimessione in pristino di plurimi manufatti, serre, ricoveri per animali, recinzioni e strutture accessorie

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza di demolizione adottata ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, deducendo, in primo luogo, l'insufficienza dell'istruttoria e della motivazione, nonché il travisamento dei fatti, poiché una delle opere sarebbe stata già rimossa e le altre sarebbero riconducibili all'edilizia libera ai sensi dell'art. 6 d.P.R. 380/2001, del d.lgs. 222/2016 e del Glossario dell'edilizia libera. In particolare, le opere sarebbero consistite in serre, pergolati, recinzioni e ricoveri precari per animali e sarebbero state funzionali a un piccolo allevamento amatoriale. In via subordinata, le ricorrenti hanno sostenuto che gli interventi, ove non qualificabili come edilizia libera, avrebbero potuto essere soggetti soltanto a SCIA, con applicazione della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 37 d.P.R. 380/2001 e non della demolizione prevista dall'art. 31. Con il secondo motivo è stata dedotta la violazione della disciplina paesaggistica, l'assenza di motivazione circa la necessità dell'autorizzazione paesaggistica e l'irrilevanza paesaggistica delle opere, ritenute leggere, amovibili e prive di opere murarie. È stata inoltre contestata la compatibilità con la disciplina urbanistica della zona agricola, con i vincoli paesaggistici, ambientali e autostradali e con l'art. 58 delle NTA del PRG comunale. Le ricorrenti hanno anche chiesto il rinvio della causa in attesa dell'approvazione del nuovo PRG, inizialmente adottato con una disposizione favorevole ai manufatti per attività agricola amatoriale e ricovero di animali; tale disposizione è stata tuttavia successivamente stralciata dalla Provincia.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto adeguata l'istruttoria comunale, fondata su sopralluogo effettuato dalla Polizia Locale con personale tecnico, rilievi fotografici, rappresentazione grafica, descrizione dettagliata, misurazione delle opere e individuazione catastale. La dedotta rimozione di una struttura non incide sulla legittimità genetica dell'ordinanza, poiché l'eventuale riduzione autonoma in pristino attiene alla fase esecutiva. Le opere non sono state ricondotte all'edilizia libera: la loro pluralità, consistenza e destinazione evidenziano una trasformazione stabile dello stato dei luoghi e l'assenza dei requisiti di stagionalità e periodica rimozione richiesti per le serre mobili. La previsione relativa agli elementi di arredo pertinenziale non è applicabile, perché sulle particelle non era presente un edificio principale e quindi non sussisteva una pertinenza edilizia. Inoltre, il manufatto qualificato come serra era in realtà destinato a magazzino e ricovero di un trattore, in contrasto con la nozione legislativa di serra destinata esclusivamente a colture specializzate. Le opere, considerate anche complessivamente, erano preordinate alla stabile fruizione dell'area e rientravano pertanto nell'ambito dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, non in quello dell'art. 37. Il TAR ha inoltre ritenuto necessaria l'autorizzazione paesaggistica ai sensi dell'art. 146 d.lgs. 42/2004, escludendo l'applicabilità delle deroghe dell'art. 149 d.lgs. 42/2004 e del d.P.R. 31/2017. Anche un'opera astrattamente qualificabile come edilizia libera può essere subordinata al rispetto dei vincoli paesaggistici e delle altre normative di settore. In area vincolata, la mancanza dell'autorizzazione paesaggistica giustifica la demolizione anche per opere che, sul piano edilizio, sarebbero soggette a SCIA o rientrerebbero nell'edilizia libera. Quanto alla fascia di rispetto autostradale, il Collegio ha ritenuto sussistente un vincolo di inedificabilità assoluta, ostativo alla realizzazione delle opere indipendentemente dalle loro caratteristiche e senza necessità di verificare in concreto i rischi per la circolazione. Il rinvio richiesto in relazione al nuovo PRG è stato negato perché la causa era matura per la decisione e la disposizione favorevole inizialmente prevista era stata definitivamente stralciata nel procedimento di approvazione del piano. Le spese sono state compensate per le particolari circostanze della controversia.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La sanzione demolitoria si applica agli interventi eseguiti senza il necessario titolo edilizio quando le opere determinano una trasformazione stabile dello stato dei luoghi.

  • art. 37 d.P.R. 380/2001

    La sanzione pecuniaria per interventi eseguiti in assenza o difformità dalla SCIA non è applicabile quando le opere, per consistenza e stabile trasformazione del territorio, rientrano nell'ambito dell'art. 31.

  • art. 6 d.P.R. 380/2001

    L'edilizia libera riguarda soltanto gli interventi aventi i requisiti tipologici e funzionali previsti dalla norma; la relativa disciplina non esclude il rispetto degli strumenti urbanistici e delle normative di settore, incluse quelle paesaggistiche.

  • art. 6, comma 1, lett. e), d.P.R. 380/2001

    serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell'attività agricola

    La fattispecie richiede la mobilità e stagionalità effettive della serra; manufatti non periodicamente rimossi o destinati a magazzino e ricovero di mezzi non vi rientrano.

  • art. 6, comma 1, lett. e-quinquies), d.P.R. 380/2001

    le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici

    La disposizione presuppone l'esistenza di un edificio principale cui l'area sia pertinenziale; non è applicabile a particelle prive di edificio principale.

  • art. 146 d.lgs. 42/2004

    Le opere che alterano l'aspetto esteriore dei luoghi sottoposti a vincolo paesaggistico richiedono previa autorizzazione paesaggistica.

  • art. 149 d.lgs. 42/2004

    Le opere oggetto della controversia non rientrano nelle ipotesi di esclusione dall'autorizzazione paesaggistica.

  • art. 167, comma 4, d.lgs. 42/2004

    La possibilità di sanatoria paesaggistica per interventi edilizi di ridotta consistenza conferma che anche opere di edilizia libera o soggette a SCIA possono richiedere l'autorizzazione paesaggistica.

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    In area sottoposta a vincolo, l'obbligo di demolizione opera per tutte le opere costruite senza titolo richiesto, senza distinzione tra interventi soggetti a permesso di costruire e interventi soggetti a SCIA.

  • art. 10, comma 1, l.r. Marche 13/1990

    Agli effetti della presente legge sono considerate serre le strutture installate al suolo e destinate esclusivamente a colture specializzate

    Un manufatto utilizzato come magazzino o deposito non può essere qualificato come serra ai fini della disciplina regionale.

  • art. 8 l.r. Marche 13/1990

    I ricoveri per bestiame costituiscono attrezzature agricole ammissibili solo se funzionali all'attività agricola svolta dall'imprenditore con i requisiti previsti dalla legislazione vigente.

  • art. 13 l.r. Marche 13/1990

    Le costruzioni necessarie all'attività agricola sono ammesse alle condizioni previste dalla disciplina regionale e non per un'attività meramente amatoriale priva dei requisiti richiesti.

Massime di principio

  • La qualificazione di un manufatto come opera di edilizia libera richiede la verifica concreta dei requisiti tipologici, dimensionali e funzionali previsti dall'art. 6 d.P.R. 380/2001; la mera leggerezza o amovibilità astratta della struttura non è sufficiente quando l'opera non è effettivamente stagionale o è destinata a un uso stabile.
  • La pluralità di manufatti deve essere valutata anche complessivamente: opere singolarmente modeste possono integrare una trasformazione urbanisticamente rilevante quando risultino preordinate alla stabile fruizione dell'area.
  • La rimozione spontanea dell'opera dopo l'accertamento non incide sulla legittimità originaria dell'ordinanza di demolizione, ma rileva esclusivamente nella fase esecutiva del provvedimento.
  • L'astratta riconducibilità di un intervento all'edilizia libera non esonera dal rispetto dei vincoli paesaggistici e delle altre normative di settore; in area vincolata, l'opera che altera l'aspetto esteriore dei luoghi richiede la previa autorizzazione paesaggistica.
  • In area sottoposta a vincolo paesaggistico, la demolizione può essere ordinata anche per opere che, sotto il solo profilo edilizio, sarebbero soggette a SCIA o rientrerebbero nell'edilizia libera, se realizzate senza la necessaria autorizzazione paesaggistica.
  • Il vincolo di inedificabilità assoluta della fascia di rispetto autostradale impedisce la realizzazione delle opere al suo interno indipendentemente dalla loro qualificazione edilizia, dalle caratteristiche costruttive e dall'accertamento concreto di rischi per la circolazione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniQualificazione degli interventiAutorizzazione paesaggisticaVincoli urbanistici
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioUrbanistica e governo del territorio
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

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