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Sentenza

Sentenza n. 1100/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento dell’ordinanza di demolizione n. 159 del 31.10.2025.

Giustizia amministrativa202502057

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione di opere edilizie realizzate in forza di un permesso di costruire annullato in sede giurisdizionale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’ordinanza di demolizione adottata dal Comune dopo l’annullamento, da parte del Consiglio di Stato, del permesso di costruire relativo a interventi su un fabbricato sito in zona A. Gli interventi comprendevano il cambio di destinazione d’uso del piano terra da residenziale a commerciale, una diversa distribuzione degli spazi interni, la sostituzione della copertura, la realizzazione di un abbaino, di cordoli di piano e di una loggetta. Il Consiglio di Stato aveva ritenuto che alcune opere fossero riconducibili alla ristrutturazione edilizia e altre alla manutenzione straordinaria, ma aveva comunque annullato il titolo perché l’art. 16 delle NTA comunali consentiva in zona A la sola manutenzione ordinaria. Il ricorrente ha dedotto che, in ragione dell’affidamento riposto nel titolo edilizio e della possibilità di rimuovere il vizio mediante una variante urbanistica, il Comune avrebbe dovuto riavviare la valutazione dell’istanza edilizia, avviare un procedimento di variante della disciplina urbanistica e sospendere ogni decisione sull’istanza fino alla conclusione della variante. Il Comune ha sostenuto che l’ordinanza costituisse esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato e fosse conforme all’art. 31 del d.P.R. 380/2001. Il controinteressato ha chiesto il rigetto del ricorso.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato l’ordinanza di demolizione. Ha ritenuto che, dopo l’annullamento giurisdizionale del permesso di costruire, trovasse applicazione lo speciale regime previsto dall’art. 38 del d.P.R. 380/2001, quando il vizio del titolo sia rimovibile o la riduzione in pristino non sia possibile. L’ordinanza era illegittima perché non era stata preceduta da alcuna valutazione ai sensi dell’art. 38. La successiva adozione, da parte della Giunta comunale, di una variante normativa volta ad ammettere in zona A interventi ulteriori rispetto alla manutenzione ordinaria ha confermato l’emendabilità del vizio. Inoltre, ai sensi dell’art. 12, comma 3, del d.P.R. 380/2001, l’adozione della variante determinava la sospensione di ogni determinazione sulla domanda di permesso di costruire. Il TAR ha richiamato anche il precedente del TAR Campania, Napoli, n. 7543/2022, e il principio affermato dall’Adunanza plenaria n. 17/2020. Le spese sono state compensate in ragione della natura formale della decisione.

Norme richiamate

  • art. 38 d.P.R. 380/2001

    speciale regime di fiscalizzazione dell’abuso che opera a condizione che il vizio riscontrato in sede giurisdizionale sia rimovibile, ovvero che la riduzione in pristino non sia possibile

    Dopo l’annullamento giurisdizionale del titolo edilizio, l’amministrazione deve valutare l’applicazione del regime speciale previsto dalla norma quando il vizio del titolo sia emendabile o la demolizione non sia possibile; l’omessa valutazione rende illegittima l’ordinanza di demolizione.

  • art. 12, comma 3, d.P.R. 380/2001

    l’adozione di una variante urbanistica determina l’effetto di sospendere ogni determinazione sulla domanda di permesso di costruire

    L’adozione della variante urbanistica impone la sospensione delle determinazioni sulla domanda edilizia sino alla conclusione del relativo procedimento.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La sua applicazione è stata invocata dal Comune a sostegno della demolizione, ma il TAR ha ritenuto prevalente, nella fattispecie, la disciplina speciale dell’art. 38.

  • art. 16 delle NTA del PRG

    consente in zona A la sola manutenzione ordinaria

    La disposizione urbanistica era stata posta a fondamento dell’annullamento del permesso di costruire, poiché impediva l’autorizzazione di interventi eccedenti la manutenzione ordinaria.

Massime di principio

  • Quando un permesso di costruire è annullato in sede giurisdizionale per un vizio della disciplina urbanistica, l’amministrazione non può disporre automaticamente la demolizione senza svolgere previamente la valutazione prevista dall’art. 38 del d.P.R. 380/2001.
  • Il regime speciale dell’art. 38 del d.P.R. 380/2001 è applicabile quando il vizio del titolo edilizio annullato sia rimovibile, anche mediante l’adozione di una variante urbanistica, oppure quando la riduzione in pristino non sia possibile.
  • L’adozione di una variante urbanistica diretta a rimuovere il contrasto tra l’intervento edilizio e la disciplina urbanistica conferma l’emendabilità del vizio del titolo e impedisce, nelle more, l’adozione automatica della demolizione senza la previa valutazione prevista dall’art. 38 del d.P.R. 380/2001.
  • Ai sensi dell’art. 12, comma 3, del d.P.R. 380/2001, l’adozione di una variante urbanistica sospende ogni determinazione sulla domanda di permesso di costruire fino alla conclusione del procedimento di variante.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioPiani regolatori e variantiTermini del procedimento e silenzio
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiLegittimo affidamentoAutotutela decisoriaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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