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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46674/2022 del 12/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per il reato previsto dall'art. 5 d.lgs. n. 74/2000 (fattispecie connessa a dichiarazioni fiscali/IVA), articolando due motivi: 1) violazione di legge e vizio di motivazione perché, secondo la difesa, la responsabilità poteva essere affermata solo se gli imputati fossero stati "amministratori con delega fiscale"; 2) vizio di motivazione relativo all'applicazione della recidiva e alla determinazione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato manifestamente infondato il primo motivo: ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito secondo cui, in assenza di deleghe fiscali, l'obbligo di presentare la dichiarazione fiscale incombe sugli amministratori ex lege, ed ha fatto riferimento all'accertamento fiscale che documentava un'evasione IVA pari a euro 4.143.527,30 e all'assenza di deduzioni difensive (i ricorrenti non risposero al questionario né fornirono chiarimenti). Ha invece ritenuto fondato, in via limitata, il secondo motivo con riferimento alla recidiva: la Corte territoriale non ha dato risposta alla questione devolutale e non è possibile ricavare una risposta implicita dalla motivazione; perciò la statuizione sulla recidiva è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio su quel punto ad altra sezione della Corte di appello di Roma. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile nel resto.

Norme richiamate

  • art. 5 d.lgs. n. 74/2000

    Norma utilizzata come quadro normativo per la contestazione di reati dichiarativi/tributari: la condanna è fondata sull'omessa presentazione della dichiarazione relativa a operazioni in "reverse charge" e sull'evasione IVA accertata

  • Giurisprudenza: Cass. Sez. 3, n. 19228 del 27/03/2019 (Siragusa) e Cass. Sez. 3, n. 50201 del 28/04/2015 (Barni)

    Principio richiamato: l'esonero di responsabilità degli amministratori opera solo per gli amministratori diversi da quelli espressamente dotati di delega fiscale; in mancanza di delega, l'obbligo di dichiarare si collega alla funzione amministrativa

  • Principio processuale sulla motivazione della recidiva

    La Corte sottolinea che la recidiva necessita di una valutazione esplicita della maggiore pericolosità sociale; l'omissione di una risposta sul punto comporta annullamento limitato e rinvio per nuovo giudizio

Massime di principio

  • L'amministratore di società è responsabile degli obblighi dichiarativi connessi alla sua funzione se non prova di essere stato espressamente delegato per le funzioni fiscali; la semplice qualità di amministratore non esclude la responsabilità salvo prova di delega
  • Un accertamento fiscale basato su dichiarazioni e documentazione dei clienti, se non efficacemente contestato dall'imputato (es. risposta a questionari, chiarimenti, documenti contrari), costituisce elemento forte a carico
  • In un giudizio di merito l'omessa valutazione esplicita della recidiva rende viziata la statuizione su quel punto: la Corte di cassazione annulla limitatamente a quella statuizione e rinvia per un nuovo esame specifico
  • Per difendersi efficacemente in simili vicende è cruciale: documentare l'assenza di deleghe fiscali, produrre prove che scagionino dall'obbligo dichiarativo, rispondere ai questionari fiscali e fornire chiarimenti in sede processuale
  • Quando si impugna per vizio di motivazione relativo alla recidiva, è utile richiamare la necessità che il giudice motivi sulla "pericolosità sociale" e sulle ragioni che giustificano (o meno) l'aggravamento recidivo

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