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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11002/2022 del 25/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di condanna per estorsione rilevando: (1) omissione della valutazione circa l'obbligo di avviso alla teste Mangano della facoltà di astenersi dal deporre per rapporto di convivenza preesistente e conseguente utilizzabilità delle sue dichiarazioni; (2) errato diniego della rinnovazione istruttoria consistente nell'escussione della teste Mangano, ritenuta prova decisiva; (3) vizio della motivazione per non aver considerato le discrasie nelle dichiarazioni della persona offesa (parte civile Di Giunta) che avrebbero intaccato la sua attendibilità.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha rilevato carenze formali e sostanziali: i motivi erano generici e non indicavano i singoli vizi di legge né le norme violate (mancata specificazione dei casi di cui all'art. 606 c.p.p.), risultavano reiterativi e non esercitavano la "prova di resistenza" richiesta per dimostrare la decisività del materiale probatorio censurato. La Corte ha altresì ritenuto che il ricorrente non avesse spiegato quale effetto favorevole avrebbe prodotto l'ammissione della prova richiesta. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali, al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p., per profili di colpa), e alla rifusione delle spese della parte civile, liquidate in euro 3.510,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137

    riferimento alle modalità speciali previste per l'esame del ricorso in questa fase (procedure di esame del ricorso per Cassazione introdotte dall'intervento normativo)

  • art. 606 c.p.p.

    disciplina i motivi di impugnazione che la Corte ritiene non adeguatamente specificati dal ricorrente; la mancata indicazione dei casi tipici di questo articolo determina la generica formulazione del motivo e l'inammissibilità

  • art. 616 c.p.p.

    consente alla Corte di irrogare una sanzione pecuniaria (versamento alla Cassa delle ammende) quando il ricorso risulti frutto di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

  • Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186

    giurisprudenza richiamata in relazione ai profili di colpa e all'ammissibilità di misure sanzionatorie per ricorsi infondati o inammissibili

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione deve indicare con precisione i singoli vizi di diritto e le norme cui si ritiene violate: la genericità nella formulazione dei motivi è causa di inammissibilità (art. 606 c.p.p.).
  • Quando si censura l'utilizzazione o l'esclusione di una prova acquisita in giudizio è necessario dimostrare la "prova di resistenza": il ricorrente deve spiegare come l'elemento probatorio escluso o incluso avrebbe inciso favorevolmente sulla decisione, quindi la sua decisività.
  • Le censure reiterative già sviluppate nei gradi precedenti e non confrontate con la motivazione della Corte territoriale sono insufficienti: il ricorso deve affrontare e scardinare la logica motivazionale della decisione impugnata.
  • La richiesta di rinnovazione istruttoria (nuova escussione di testi) richiede la dimostrazione della assoluta necessità e della potenziale incidenza decisiva della prova chiesta; il semplice richiamo alla sua utilità è insufficiente.
  • Un ricorso inammissibile può comportare sanzioni economiche e condanna alle spese: occorre valutare rischi e solidità delle censure prima di proporre ricorso in Cassazione.

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