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Sentenza

Sentenza n. 924/2026 - Brescia, Sezione 1

per l'annullamento della indebita riscossione del contributo di costruzione per effetto del rilascio del permesso di costruire n. 44/2018 nonchè della scia -OMISSIS- presentata il 21.03.2022 previo annullamento della nota del Comune ricevuta il 20.10.2022 con la quale e' stata rigettata la richiesta di restituzione degli oneri versati e per la condanna del medesimo Comune di Concesio alla restituzione della somma di euro 21.142,42, oltre interessi dalla data di corresponsione al saldo, versati a titolo di contributo di costruzione in data 14.01.2019.

Giustizia amministrativa202300047

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di restituzione del contributo di costruzione versato in relazione a un permesso di costruire oneroso, adottato senza considerare la successiva riduzione delle opere mediante SCIA

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente aveva ottenuto un permesso di costruire oneroso per la ristrutturazione e l'ampliamento di un'abitazione unifamiliare, con quantificazione del contributo di costruzione in euro 21.142,42, poi versato. Successivamente aveva presentato una SCIA "in riduzione", eliminando l'ampliamento inizialmente previsto. Chiedeva quindi la restituzione del contributo, invocando l'esenzione prevista dall'art. 17, comma 3, lettera b), del d.P.R. n. 380/2001. Il Comune respingeva la richiesta richiamando un parere legale del 14 marzo 2018, fondato sulla consistenza dell'edificio e sull'estensione dell'intervento originario, senza valutare la modifica progettuale sopravvenuta. La ricorrente deduceva violazione dell'art. 17, comma 3, lettera b), del d.P.R. n. 380/2001 ed eccesso di potere per travisamento dei fatti.

La decisione

Il ricorso è stato accolto limitatamente alla domanda di annullamento del diniego. Il TAR ha rilevato che il Comune aveva omesso di considerare la sopravvenuta riduzione delle opere, formalizzata con SCIA del 21 marzo 2022, mentre il parere legale richiamato nel diniego era anteriore e non poteva tenerne conto. Poiché la riduzione poteva incidere sulla qualificazione dell'intervento e sulla sua assoggettabilità al contributo di costruzione, il diniego è stato annullato per carenza di adeguata istruttoria e motivazione, con salvezza degli ulteriori provvedimenti dell'Amministrazione. Sono state invece respinte le domande di accertamento dell'indebita debenza e di condanna alla restituzione della somma, perché la ricorrente non aveva fornito prova piena della concreta natura delle opere effettivamente realizzate o previste dopo la riduzione e del loro riconducibilità alla fattispecie di esenzione. Il Comune dovrà svolgere una nuova istruttoria, acquisire gli eventuali pareri utili, rispettare le garanzie partecipative, incluso il preavviso di rigetto ove applicabile, e motivare puntualmente tenendo conto delle riduzioni intervenute. Spese compensate per reciproca parziale soccombenza.

Norme richiamate

  • art. 17, comma 3, lettera b), d.P.R. 380/2001

    La ricorrente aveva invocato la fattispecie di esenzione dal contributo di costruzione; il TAR ha ritenuto necessario che il Comune rivalutasse l'applicabilità della norma alla luce della riduzione delle opere, senza però accertarne direttamente la concreta operatività per insufficienza della prova.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Nella riedizione del potere il Comune dovrà rispettare i principi della legge n. 241/1990, incluso il preavviso di rigetto ove la nuova determinazione sia sfavorevole.

  • l. 241/1990

    L'Amministrazione deve svolgere una nuova istruttoria e motivare puntualmente sulla qualificazione dell'intervento e sull'eventuale debenza del contributo, considerando le modifiche progettuali sopravvenute.

Massime di principio

  • Quando, dopo il rilascio di un titolo edilizio oneroso, il privato riduce le opere originariamente assentite, l'Amministrazione chiamata a rivalutare la debenza del contributo di costruzione deve considerare specificamente la modifica progettuale sopravvenuta; non può fondare il diniego su un parere o su accertamenti riferiti esclusivamente all'intervento originario.
  • È illegittimo il provvedimento che, nel decidere sulla restituzione del contributo di costruzione, richiama un parere anteriore alla modifica delle opere senza verificare se tale modifica incida sulla qualificazione dell'intervento e sulla sua assoggettabilità al contributo.
  • L'annullamento del diniego per carenza di istruttoria e motivazione non comporta automaticamente l'accertamento dell'indebita debenza del contributo né la condanna alla restituzione, quando il ricorrente non abbia fornito prova piena della natura concreta delle opere e della riconducibilità dell'intervento a una fattispecie di esenzione.
  • In sede di riedizione del potere conseguente all'annullamento, l'Amministrazione deve svolgere un'istruttoria completa, può acquisire i pareri tecnici o giuridici utili, deve rispettare le garanzie partecipative previste dalla legge n. 241/1990 e deve motivare puntualmente sulla qualificazione dell'intervento e sulla debenza del contributo.

Come è indicizzato

MaterieContributo di costruzione e oneriMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazionePartecipazione procedimentaleEffetto conformativo e riedizione del potere

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