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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 36953/2021 del 26/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Cagliari che aveva confermato la decisione di primo grado favorevole alla proprietaria confinante Picci Pasqua. In primo grado e in appello Picci aveva ottenuto: l'ordine di arretrare le porzioni del piano sopraelevato realizzate a distanza inferiore a 10 metri dalle pareti finestrate dell'edificio della Picci e a 5 metri dal confine; il risarcimento dei danni pari alla spesa necessaria per la ricostruzione del muro di confine che era crollato. I ricorrenti deducevano numerosi motivi di cassazione (nove) lamentando, tra l'altro, errori nella valutazione delle prove e delle presunzioni, errata attribuzione di causalità del crollo ai lavori loro eseguiti, violazione delle norme sulle distanze (tra cui richiamo al criterio della prevenzione), ammissibilità e valutazione di documenti e della consulenza tecnica d'ufficio e la qualificazione delle aperture del fabbricato della Picci come vedute anziché luci.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che i rilievi dei ricorrenti investissero valutazioni di fatto e di merito (valutazione delle prove, presunzioni, CTU) non sindacabili in sede di legittimità. Sul punto del crollo, la Corte ha confermato che le demolizioni e i lavori eseguiti dai ricorrenti (eliminazione della copertura e dell'intonaco, esposizione del muro per mesi, inserimento di strutture nella muratura) erano causalmente rilevanti per il cedimento del muro; la copertura realizzata dalla Picci anni prima non era stata ritenuta concausa efficace. Quanto alla questione delle distanze e del principio di prevenzione, la Corte ha confermato che la sopraelevazione è una nuova costruzione e quindi deve rispettare le distanze legali; il principio della prevenzione non opera se il vicino era già edificato e comunque non poteva essere invocato essendo l'edificio della Picci discosto dal confine in più punti. La Corte ha inoltre ritenuto legittime le esclusioni e le decisioni di inammissibilità operate in primo grado e non adeguatamente censurate in appello (es.: documenti e eccezioni sulle aperture). Per queste ragioni il ricorso è stato rigettato e i ricorrenti condannati alle spese di giudizio.

Norme richiamate

  • art. 2947 cod. civ.

    Richiamato dai ricorrenti in relazione alle presunzioni; la Corte ha ritenuto che le presunzioni e la motivazione del giudice di merito fossero correttamente applicate e fondate su elementi probatori non sindacabili in cassazione

  • artt. 2727 e 2729 cod. civ.

    Citate dai ricorrenti in tema di onere della prova e presunzioni; la Corte ha ritenuto infondate le doglianze essendo le contestazioni ricondotte a valutazioni di fatto

  • artt. 115 e 116 cod. proc. civ.

    Riguardano la valutazione delle prove e la discrezionalità del giudice del merito; la Corte ha ribadito che la valutazione della CTU e delle deposizioni è rimessa al giudice di merito e non sindacabile in cassazione salvo violazioni di diritto

  • art. 360 cod. proc. civ. (nn. 3,4,5)

    Costituisce il quadro delle doglianze di cassazione mosse dai ricorrenti; la Corte ha ritenuto che le censure contestassero valutazioni di fatto non rilevanti ai fini di cassazione

  • artt. 872 e 873 cod. civ.

    Norme sulle distanze tra costruzioni e sul principio di prevenzione; la Corte ha ribadito che la sopraelevazione va considerata nuova costruzione e dunque deve rispettare le distanze legali e che la prevenzione non opera se il vicino era già edificato

  • art. 29 regolamento edilizio del Comune di Capoterra

    Richiamato dai ricorrenti per sostenere la possibilità di costruire in aderenza; la Corte ha ritenuto il richiamo non applicabile poiché la prevenzione non poteva essere invocata e l'edificio della Picci non era sul confine

  • art. 342 cod. proc. civ.

    La Corte ha richiamato il principio secondo cui la declaratoria di inammissibilità acquisisce stabilità e, per evitarne gli effetti, la parte deve impugnarla con motivo specifico ai sensi di questo articolo

  • art. 345 cod. proc. civ.

    Richiamato in relazione alla produzione di documenti nuovi in appello; la Corte ha ritenuto la produzione tardiva e non indispensabile, quindi inammissibile o irrilevante

Massime di principio

  • La valutazione delle prove e delle presunzioni è rimessa al giudice di merito: le contestazioni che chiedono una diversa lettura dei fatti sono, in assenza di violazioni di diritto, inammissibili in cassazione.
  • La sopraelevazione va considerata come nuova costruzione e deve rispettare le distanze legali dalle costruzioni vicine; il criterio della prevenzione opera solo se il vicino non era già edificato all'epoca rilevante.
  • Per far valere l'eccezione di inammissibilità di domande o mezzi di prova occorre impugnarla specificamente; la mancata impugnazione determina la stabilità della decisione sulla ammissibilità.
  • I documenti prodotti tardivamente in sede d'appello possono essere dichiarati inammissibili o irrilevanti se non indispensabili per la decisione; è essenziale tempestività e dimostrazione della indispensabilità.
  • La consulenza tecnica d'ufficio ha rilievo probatorio, ma il giudice di merito può discostarsene purché motivi il diverso apprezzamento; tale scelta non è sindacabile in sede di legittimità salvo errori di diritto.
  • Nelle controversie su danni da crollo occorre dimostrare il nesso di causalità tra i lavori eseguiti e l'evento; valutazioni probatorie fondate su più elementi (CTU, testimonianze, ispezioni) sono decisive.
  • Le questioni relative alla qualificazione delle aperture (vedute vs luci) e alla loro incidenza sulle distanze devono essere tempestivamente dedotte e specificamente impugnate, altrimenti possono essere ritenute precluse.

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