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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22355/2023 del 23/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Lecce (giudizio abbreviato) che aveva confermato la responsabilità del ricorrente per rapina aggravata (capo A) e per furti aggravati (capi D ed E). Il ricorrente deduce: 1) che il fatto contestato al capo A doveva essere qualificato come furto in abitazione e non come rapina per assenza di minaccia alla persona offesa; 2) che per i capi D ed E non poteva applicarsi l'aggravante relativa all'esposizione dei veicoli alla pubblica fede, perché erano stati sottratti oggetti dall'interno delle vetture non destinati all'esposizione, e le auto erano lasciate incustodite; 3) che non sussiste l'aggravante della violenza sulle cose per la semplice apertura di autoveicoli non chiusi a chiave e che il danno al vano fusibili non era collegato ai beni asportati.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile parte del ricorso per genericità (sul primo motivo) e lo ha accolto parzialmente nei termini relativi ai capi D ed E: tali reati, a seguito della riforma (d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150) erano divenuti procedibili a querela e le persone offese hanno rimesso la querela, con la conseguente estinzione dei reati D ed E. Perciò la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente ai reati D ed E per estinzione per remissione della querela, ha eliminato l'aumento di pena per continuazione e ha rideterminato la pena complessiva in "anni tre, mesi due, giorni sette di reclusione ed euro 1220 di multa". Ha condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali e ha dichiarato inammissibile il resto del ricorso.

Norme richiamate

  • decreto legislativo 10 ottobre 2022 n. 150 ("riforma Cartabia")

    La riforma ha trasformato alcuni furti aggravati in reati procedibili a querela; poiché le persone offese hanno rimesso le querele, i reati soggetti a querela sono estinti, con conseguente eliminazione degli effetti di continuazione con gli altri reati.

  • rito abbreviato (sconto di pena)

    In sede di giudizio abbreviato è stata applicata la riduzione di pena prevista per il rito (riduzione di un terzo), tenuta conto nella determinazione della pena base e nella rideterminazione finale.

Massime di principio

  • Se una norma di riforma rende un reato procedibile a querela, la remissione della querela da parte della persona offesa estingue il reato: il giudice deve allora annullare la condanna per quel reato e eliminare eventuali aumenti di pena legati alla continuazione con altri reati.
  • La qualificazione della condotta (es. rapina vs furto) può essere sostenuta non solo dalla dichiarazione della vittima ma anche da prove testimoniali e raccolte in sede di indagine; un'esiguità di motivazione del ricorso su questo punto può renderlo inammissibile per genericità.
  • L'aggravante della violenza sulle cose non si ricava automaticamente dalla mera apertura di un veicolo non chiuso a chiave; la sussistenza dell'aggravante richiede che l'atto integri una forma di violenza rilevante secondo i criteri giuridici e provata in fatto.
  • In caso di giudizio abbreviato va sempre verificato il corretto calcolo dello sconto di pena collegato al rito (es. un terzo), e tale sconto si applica alla pena di base prima di successive determinazioni.
  • Quando parte della condanna viene estinta (es. per remissione della querela), il giudice della cassazione può annullare quella parte senza rinviare e rideterminare la pena residua tenendo conto dell'eliminazione delle maggiorazioni per continuazione.

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