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Sentenza

Sentenza n. 16495/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento della Deliberazione del Consiglio del Municipio Roma I Centro n. 4 del 25 gennaio 2024 – prot. CA/14193 del 25/01/2024, posta in pubblicazione all'Albo Pretorio di Roma Capitale dal 26 gennaio al 9 febbraio 2024, avente ad oggetto “Approvazione del Piano Municipale del Commercio su Aree Pubbliche 2023”; in uno a tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali, tra cui segnatamente: - la nota della Direzione Mercati e Commercio su Suolo Pubblico, prot. QH/2024/0000146 del 2/1/2024, non pubblicata né notificata.

Giustizia amministrativa202404751

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazione del Consiglio del Municipio Roma I Centro n. 4 del 25 gennaio 2024, recante l’approvazione della ricognizione delle postazioni di commercio su aree pubbliche, nella parte relativa all’applicazione dell’art. 11, comma 6, della legge n. 214/2023 e all’individuazione delle soste incompatibili; impugnata anche la nota istruttoria presupposta della Direzione Mercati e Commercio su Suolo Pubblico

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha chiesto l’annullamento della deliberazione municipale n. 4 del 25 gennaio 2024, contestando la parte che riteneva applicabile alle postazioni di commercio su area pubblica la disciplina dell’art. 11, comma 6, della legge n. 214/2023 e la ricognizione dei posteggi, con l’indicazione delle soste ritenute incompatibili. Ha impugnato anche la nota della Direzione Mercati e Commercio su Suolo Pubblico del 2 gennaio 2024. Roma Capitale ha eccepito l’inammissibilità per carenza d’interesse e, in subordine, l’infondatezza. Il TAR ha rilevato d’ufficio la possibile causa d’inammissibilità, previo avviso ai sensi dell’art. 73 c.p.a.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Le parti contestate della deliberazione n. 4/2024 avevano natura endoprocedimentale e preparatoria: la ricognizione delle postazioni costituiva la base istruttoria per la successiva approvazione del Piano municipale del commercio con deliberazione di Roma Capitale n. 34 del 2025. In quella fase successiva gli uffici avevano riesaminato le postazioni incompatibili e avviato la partecipazione delle organizzazioni sindacali e dei singoli operatori per elaborare progetti di ottimizzazione. La deliberazione del 2024 non era dunque conclusiva né produttiva di una lesione immediata e definitiva; avrebbe dovuto essere eventualmente impugnata insieme all’atto finale, che non è stato gravato in questo giudizio. Spese compensate per la peculiarità della controversia e la definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 73 c.p.a.

    All’udienza del 14 ottobre 2026 la causa è stata trattenuta in decisione, previo avviso ex art. 73 c.p.a della sussistenza di una causa di inammissibilità.

    La disposizione è stata applicata per dare alle parti l’avviso della possibile causa d’inammissibilità rilevata in sede di decisione.

Massime di principio

  • Gli atti endoprocedimentali devono essere impugnati immediatamente soltanto quando abbiano natura conclusiva e provvedimentale; se producono effetti interinali e instabili e non determinano una lesione definitiva, possono essere contestati insieme al successivo provvedimento conclusivo.
  • Una ricognizione istruttoria delle situazioni esistenti, utilizzata come base per la successiva elaborazione e approvazione di un piano e seguita da ulteriori verifiche e forme di partecipazione, non è autonomamente impugnabile in assenza di effetti immediatamente lesivi.

Come è indicizzato

MaterieCommercio e grandi strutture di venditaLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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