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Sentenza

Sentenza del 13/09/2017 n. 215 - Comm. Trib. Prov. Alessandria

Avviso di intimazione Irpef - Altro - Prescrizione Tarsu - Termini

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato una serie di cartelle esattoriali per diversi tributi, deducendo, tra l’altro, la prescrizione dei crediti relativi alla Tarsu e ad altri tributi locali. Nel corso del giudizio, alcune cartelle sono state annullate, altre definite mediante definizione agevolata e altre ancora sono state oggetto di rinuncia ai motivi aggiuntivi, con conseguente cessazione della materia del contendere per tali posizioni. Per le cartelle nn. 2 e 3, invece, è rimasta da esaminare la prescrizione dei tributi locali.

La decisione

La Commissione ha richiamato la sentenza della Corte di Cassazione n. 4283/2010, secondo cui il credito Tarsu è soggetto al termine di prescrizione quinquennale previsto dall’art. 2948, n. 4, del codice civile, trattandosi di una prestazione autonoma con periodicità annuale o infrannuale, purché il servizio sia stato effettivamente prestato. Per le posizioni definite mediante annullamento, definizione agevolata o rinuncia, è stata dichiarata la cessazione della materia del contendere. La decisione, per quanto emerge dal testo, riconosce quindi la rilevanza della prescrizione quinquennale Tarsu, senza indicare in modo espresso l’esito concreto delle singole cartelle nn. 2 e 3.

Norme richiamate

  • Art. 2948, n. 4, codice civile

    Si prescrivono in cinque anni: "gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi".

    La norma è stata applicata al credito Tarsu, ritenuto una prestazione periodica autonoma, con conseguente prescrizione quinquennale, a condizione che il servizio sia stato effettivamente prestato.

  • Sentenza della Corte di Cassazione n. 4283/2010

    La pronuncia afferma che la Tarsu è soggetta al termine di prescrizione di cinque anni previsto dall’art. 2948, n. 4, del codice civile, poiché il tributo è collegato a una prestazione periodica annuale o infrannuale.

Massime di principio

  • Per la Tarsu, il termine ordinario di prescrizione è generalmente quinquennale e non decennale, in quanto il pagamento è periodico e riferito a una prestazione autonoma.
  • La prescrizione deve essere verificata calcolando il periodo tra la scadenza del tributo e la notifica di un valido atto interruttivo, come una cartella, un sollecito o un’intimazione regolarmente notificata.
  • Non è sufficiente il semplice decorso del tempo: occorre accertare che nel quinquennio non siano stati notificati atti idonei a interrompere la prescrizione.
  • La prescrizione quinquennale presuppone che il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sia stato effettivamente prestato; l’eventuale mancata prestazione può costituire un’ulteriore contestazione.
  • Se una posizione viene annullata, definita in via agevolata o abbandonata dal ricorrente, il giudizio può chiudersi per cessazione della materia del contendere, senza una decisione sul merito della prescrizione per quella specifica cartella.
  • Per valutare correttamente una contestazione analoga è necessario esaminare separatamente ogni cartella, la data di scadenza del tributo, la data di notifica e tutti gli eventuali atti successivi.

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