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Sentenza

Sentenza n. 499/2026 - Catania, Sezione 2

per l'ottemperanza alla sentenza del Giudice di Pace di Messina n. 1154/2023, pubblicata in data 9/10/2023, passata in giudicato.

Giustizia amministrativa202502652

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Giudice di Pace di Messina n. 1154/2023, passata in giudicato

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (ente debitore)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Giudice di Pace di Messina che aveva annullato un'intimazione di pagamento e condannato in solido i debitori al pagamento di somme per lite temeraria e spese processuali. La sentenza era stata notificata al Comune di Palermo e all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, non era stata impugnata ed era quindi passata in giudicato. A fronte del perdurante inadempimento, i ricorrenti hanno promosso il giudizio di ottemperanza. Dopo la notifica del ricorso, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha integralmente pagato quanto dovuto. I ricorrenti hanno pertanto dichiarato di non avere più interesse alla pronuncia sulla domanda principale, chiedendo la cessazione della materia del contendere e la condanna del Comune alle spese del giudizio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere sulla domanda di ottemperanza, rilevando che il pagamento integrale eseguito dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione, quale condebitore solidale, aveva soddisfatto integralmente il credito e fatto venir meno l'interesse dei ricorrenti a ottenere un ordine giudiziale di esecuzione del giudicato nei confronti del Comune. Il Collegio ha tuttavia esaminato la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale. Poiché, al momento della proposizione del ricorso, i ricorrenti erano titolari di un credito certo, liquido ed esigibile e il Comune non aveva adempiuto, l'azione di ottemperanza doveva ritenersi fondata. Il Comune è stato quindi considerato virtualmente soccombente e condannato al pagamento di € 500,00 per compensi, oltre al rimborso del contributo unificato di € 300,00, IVA e CPA, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

Massime di principio

  • Il pagamento integrale del credito dovuto in forza di una sentenza passata in giudicato, effettuato anche da uno dei condebitori solidali, soddisfa la pretesa azionata e determina la cessazione della materia del contendere nel giudizio di ottemperanza, facendo venir meno l'interesse a ottenere ulteriori statuizioni esecutive.
  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l'adempimento sopravviene dopo la proposizione del ricorso, la regolazione delle spese può essere effettuata secondo il criterio della soccombenza virtuale, individuando la parte che sarebbe risultata soccombente sulla base della fondatezza della domanda al momento della sua proposizione.
  • L'amministrazione che, al momento della proposizione del ricorso per ottemperanza, non abbia adempiuto a un'obbligazione certa, liquida ed esigibile risultante da un giudicato può essere condannata alle spese anche se l'obbligazione viene successivamente adempiuta da un condebitore solidale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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