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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4563/2022 del 09/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Roma del 02/07/2020 con doglianze principali relative alla determinazione della pena a seguito del riconoscimento della continuazione e della pronuncia della Corte costituzionale n. 40/2019. Viene contestata, in particolare, la violazione del divieto di reformatio in peius (art. 597 c.p.p.), lamentando un aumento della pena in continuazione rispetto alle precedenti determinazioni (soprattutto per PETRINI Umberto) e carenza/contraddittorietà della motivazione in relazione all'entità degli aumenti di pena (anche per LUMICISI e ALLOCCA). PETRINI Antonello e Umberto deducono che l'aumento in continuazione è superiore alla pena originariamente inflitta dal GIP (poi rideterminata alla luce della Corte Costituzionale), mentre ALLOCCA censura ingiustificata equiparazione sanzionatoria tra fattispecie di diversa gravità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di LUMICISI Silvio, PETRINI Antonello e ALLOCCA Mirko, ritenendoli privi di sufficiente doglianza o manifestamente infondati. Ha invece accolto il primo motivo, in parte, relativo a PETRINI Umberto, rilevando che l'aumento in continuazione operato dalla Corte territoriale era maggiore della pena già irrogata nei procedimenti definitivi collegati; di conseguenza ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di PETRINI Umberto limitatamente al trattamento sanzionatorio e ha rideterminato la pena finale in anni sei e mesi dieci di reclusione. Per il resto i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. I ricorrenti inammissibili sono stati condannati alle spese e al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • articolo 597 codice di procedura penale (divieto di reformatio in peius)

    Il divieto è invocato dai ricorrenti per contestare l'aggravamento della posizione sanzionatoria sul giudizio di rinvio; la Corte ha verificato che, tranne che per la posizione di PETRINI Umberto, non risultava un effettivo peggioramento rispetto alle determinazioni precedenti e che la motivazione del giudice di merito era congrua

  • Sentenza Corte costituzionale n. 40 del 2019

    La pronuncia ha inciso sul regime edittale dei reati contestati (riduzione del minimo edittale), rendendo necessaria la nuova determinazione della pena; la Corte di Cassazione ha tenuto conto dell'effetto di tale pronuncia nel valutare la legittimità degli aumenti per continuazione e nel rideterminare la pena di PETRINI Umberto

Massime di principio

  • Il divieto di reformatio in peius impedisce che, in sede di revisione o nuovi giudizi a seguito di rinvio, il trattamento sanzionatorio risulti concretamente più grave rispetto a quanto già inflitto; se ciò avviene è necessario correggere la determinazione della pena
  • La sentenza della Corte costituzionale che modifica il regime edittale può giustificare la rideterminazione delle pene, ma il giudice deve sempre motivare in modo adeguato e comparare l'effetto della modifica con le precedenti decisioni per evitare un aumento illegittimo
  • Le censure generiche che non si confrontano con la ricostruzione fattuale e motivazionale del giudice di merito sono spesso dichiarate inammissibili: il ricorso di cassazione deve indicare con precisione dove la motivazione manca o è contraddittoria
  • Quando il giudice di legittimità riscontra che un aumento per continuazione è superiore alla pena già inflitta nei procedimenti definitivi collegati, può annullare la parte sanzionatoria e, se possibile, rideterminare direttamente la pena evitando il rinvio
  • Nelle impugnazioni relative all'entità degli aumenti per continuazione è essenziale che la difesa espliciti i parametri cui contrapporre la valutazione del giudice (quantità di sostanza, modalità, precedenti, finalità dell'azione) per contestare adeguatamente la discrezionalità giudiziale

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