Sentenza del 14/01/2021 n. 301 - Comm. Trib. Reg. per la Campania
Massima n. 59/2021 TRIBUTI LOCALI - IMPOSTA MUNICIPALE UNICA (I.M.U.) - Accertamento IMU - Motivazione per relationem alla delibera della Giunta Comunale - Legittimità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione di 10 avvisi di accertamento IMU per gli anni 2012-2016 relativi a fabbricati e aree fabbricabili; i contribuenti contestavano la motivazione degli avvisi (richiamo per relationem alla Delibera di Giunta n.275/2015), la qualificazione ed il valore delle aree (edificabilità, pertinenza, vocazione agricola), la mancata indicazione di elementi quali zona territoriale, indice di edificabilità, oneri di adattamento e prezzi di mercato, e deducevano documentazione privata (procura notarile, perizia) a sostegno della loro tesi.
La decisione
L'appello è stato rigettato; la Corte ha ritenuto legittima la tecnica motivazionale per relationem basata sulla Delibera di Giunta n.275/2015 che individua i valori venali dei terreni in comune commercio, in quanto esplicazione del potere determinativo previsto dall'art.5, comma 5 del D.Lgs. n.504/1992. I giudici hanno inoltre ritenuto che i contribuenti non hanno formulato contestazioni specifiche e dimostrative sui criteri estimativi adottati dall'Amministrazione; gli atti pubblicistici (permessi di costruire del 22/10/2015 e previsioni pianificatorie comunali) prevalgono sulla documentazione privata invocata e confermano la destinazione edilizia delle aree. La perizia di parte non ha dimostrato l'erroneità dei criteri comunali. È stata disposta la compensazione delle spese del grado.
Norme richiamate
D.Lgs. 30 dicembre 1992, n.504 - art.5, comma 5
La delibera di Giunta che individua i valori venali dei terreni è esplicazione del potere determinativo previsto da questa norma e può integrare la motivazione degli avvisi di accertamento per relationem.
D.Lgs. 30 dicembre 1992, n.504 - art.2, comma 1, lett. b)
Richiamato tramite giurisprudenza: il presupposto per l'applicazione dell'IMU è analogo a quello dell'ICI; l'edificabilità, ai fini dell'IMU, può essere desunta dalla qualificazione attribuita nel piano regolatore comunale.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n.546 - art.32
Consente la produzione in appello di nuovi documenti, anche se preesistenti al primo grado, purché rispettato il termine di decadenza e il principio del contraddittorio; giustifica la produzione in appello dei titoli edilizi da parte del Comune.
Delibera di Giunta Comunale n.275/2015 (Comune di Agropoli)
Atto amministrativo che individua i valori venali in comune commercio dei singoli terreni; secondo la Corte è idoneo, tramite richiamo negli avvisi, ad integrare la motivazione degli stessi.
D.L. 30 settembre 2005, n.203, art.11-quaterdecies (conv. L. 2 dicembre 2005, n.248) e D.L. 4 luglio 2006, n.223, art.36 (conv. L. 4 agosto 2006, n.248)
Interpretazione autentica citata che ha chiarito il regime ICI/IMU e supporta l'idea che l'edificabilità si desume dalla qualificazione urbanistica comunale.
Giurisprudenza - Cass. civ. Sez. VI, n. 4749 del 24 febbraio 2020
"il presupposto per l'applicazione dell'IMU è il medesimo di quello previsto dall'ICI. ... l'edificabilità di un'area, ai fini dell'applicabilità del criterio di determinazione della base imponibile fondato sul valore venale, deve essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale adottato dal Comune"
Conferma che l'edificabilità e la relativa base imponibile possono essere desunte dalla qualificazione del PRG comunale, indipendentemente dall'approvazione regionale o da strumenti attuativi.
Massime di principio
- Una delibera di Giunta che individua i valori venali dei terreni può integrare, per relationem, la motivazione degli avvisi di accertamento IMU purché sia atto espressivo del potere determinativo previsto dall'art.5, comma 5 D.Lgs. n.504/1992.
- Il contribuente che contesta avvisi basati su una delibera comunale deve formulare censure specifiche e provare concretamente l'errore o l'inattendibilità dei criteri estimativi adottati dall'Amministrazione; deduzioni generiche non sono sufficienti.
- Gli atti pubblici e pubblicistici (es. permessi di costruire, previsioni urbanistiche) hanno prevalente valore probatorio rispetto a documenti privatistici in ordine alla qualificazione urbanistica delle aree.
- La perizia di parte deve dimostrare l'erroneità dei criteri comunali con elementi concreti e comparativi; la mera proposta di criteri alternativi non basta.
- È possibile produrre nuovi documenti in sede di appello (anche se preesistenti), purché ciò avvenga nel termine previsto dall'art.32 D.Lgs. n.546/1992 e senza violare il contraddittorio.
- L'edificabilità ai fini IMU si desume dalla qualificazione assegnata nel piano regolatore comunale, indipendentemente dall'approvazione regionale o dall'esistenza di strumenti attuativi.
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