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Sentenza

Sentenza del 14/01/2021 n. 20 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte

Dogane - Tutela del credito erariale - Giudizio di ottemperanza (Art.70 D.Lgs. 546/92) - Previsioni dell'art. 69 D.Lgs. 546/92 e assenza della definitività della vicenda giudiziaria

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha chiesto, ai sensi dell'art. 70 del D.Lgs. n. 546/1992, l'ottemperanza della sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva accolto il suo ricorso e revocato la confisca di numerosi gioielli e pietre preziose. L'Ufficio ha sospeso la restituzione avendo proposto ricorso per Cassazione e avendo richiesto la prestazione di una garanzia a tutela del credito erariale (ai sensi dell'art. 68 co. 3-bis D.Lgs. 546/1992 e della normativa UE), non risultando versati tributi/sanzioni né prestata la garanzia; il ricorrente ha altresì dedotto un periculum in mora per possibile deterioramento della merce.

La decisione

Il ricorso per ottemperanza è stato respinto. Il Tribunale ha ritenuto che l'art. 70 D.Lgs. 546/1992 opera nella sua accezione letterale e consente l'ottemperanza solo quando la sentenza sia passata in giudicato; la vicenda non è definitiva perché è pendente il ricorso per Cassazione dell'Ufficio. Inoltre la fattispecie riguarda beni materiali non fungibili (gioielli), non rientranti nelle ipotesi di immediata esecutività previste dall'art. 69 D.Lgs. 546/1992 (che riguarda prevalentemente sentenze di condanna a pagamento e ricorsi catastali). Non essendo state versate le somme dovute né prestata la garanzia richiesta, né provato il concreto e urgente rischio di deterioramento dalla perizia dell'Ufficio, non è possibile disporre il dissequestro. Le spese sono compensate.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 31.12.1992 n. 546, art. 70

    L'art. 70 disciplina il giudizio di ottemperanza e, secondo l'interpretazione adottata, consente la richiesta di ottemperanza agli obblighi derivanti dalla sentenza della Commissione Tributaria solo se la sentenza è passata in giudicato; quindi non applicabile quando il provvedimento è ancora impugnabile in Cassazione.

  • D.Lgs. 31.12.1992 n. 546, art. 69

    L'art. 69 prevede casi di immediata esecutività per alcune sentenze (es. condanna al pagamento in favore del contribuente e ricorsi catastali). La Corte ha escluso l'applicabilità di tale immediata esecutività alle restituzioni di beni materiali confiscati e alle sanzioni amministrative pecuniarie non versate.

  • D.Lgs. 31.12.1992 n. 546, art. 68 co. 3-bis

    Secondo il Tribunale e l'Amministrazione, la norma recepisce principi di tutela del credito erariale e, in raccordo con la normativa UE, impedisce il rimborso o lo svincolo di garanzie prima del passaggio in giudicato della sentenza favorevole, per evitare responsabilità finanziarie dello Stato verso il bilancio UE qualora i crediti non fossero poi recuperabili.

  • Regolamento (CEE) n.2913/92 e Regolamento (UE) n.952/2013

    Richiamati come disciplina doganale dell'Unione che, in combinato disposto con l'art. 68 co.3-bis, giustifica la necessità della definitiva pronuncia o di idonea garanzia per evitare conseguenze finanziarie comunitarie.

  • DPR 43/1973 (T.U.L.D.), art. 282 e art. 301

    Norme che sanzionano il contrabbando e disciplinano la confisca; la vicenda trae origine dall'applicazione di tali disposizioni e dal successivo procedimento amministrativo di sequestro/confisca della merce.

  • L. 689/1981 (art. 20) e art. 13 comma 2

    Norme richiamate per la disciplina delle sanzioni amministrative e del sequestro amministrativo, operative nella fase di contestazione e confisca dei beni.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza ex art. 70 D.Lgs. 546/1992 può essere invocato efficacemente per ottenere l'esecuzione di una sentenza tributaria solo dopo che la sentenza sia passata in giudicato; se è pendente un ricorso (es. in Cassazione) l'ottemperanza è preclusa salvo diversa valutazione normativa.
  • L'art. 69 D.Lgs. 546/1992 non rende immediatamente esecutive le sentenze che dispongono restituzione di beni materiali non fungibili o la revoca di confische: l'immediata esecutività è riservata principalmente a sentenze di condanna al pagamento e a ricorsi catastali.
  • Quando la restituzione comporta un rischio per il credito erariale (rimborso di importi tributari, sanzioni o svincolo di garanzie), l'Amministrazione può legittimamente chiedere una garanzia idonea o attendere il passaggio in giudicato per evitare eventuali responsabilità finanziarie, specie in presenza di vincoli imposti dalla normativa UE.
  • La mera motivazione del periculum in mora (es. rischio di deterioramento dei beni) non è sufficiente: occorrono prove tecniche o perizie che attestino il concreto rischio imminente; senza ciò l'argomento non prevale sulla tutela del credito erariale.
  • Se il contribuente vuole ottenere l'anticipata restituzione prima della definitiva pronuncia, la strada praticabile è la prestazione di una garanzia idonea che copra tributi, sanzioni e valore del bene, nonché i costi eventualmente rimborsabili dall'Amministrazione in caso di soccombenza finale.
  • In presenza di sentenze favorevoli in primo e secondo grado ma con impugnazione pendente da parte dell'Amministrazione, è prudente considerare che l'esecuzione o lo svincolo delle garanzie possono essere sospesi fino alla definitiva chiusura del giudizio, salvo prestazione della garanzia richiesta.

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