Sentenza n. 7375/2026 - Roma, Sezione 3T
per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 973/2024 del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, pubblicata in data 12.06.2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 973/2024 del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, relativa al pagamento del Bonus Carta del Docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente creditrice)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto un ricorso per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 973/2024 del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, pubblicata il 12 giugno 2024. Nel corso del giudizio ha rappresentato che il Ministero aveva accreditato il Bonus Carta del Docente nel Portale Bonus Carta del Docente nel dicembre 2025, dopo l'instaurazione del ricorso. La sopravvenuta esecuzione integrale della pronuncia ha determinato il venir meno dell'interesse alla decisione di merito.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che il pagamento del Bonus da parte del Ministero avesse integralmente e irretrattabilmente soddisfatto la pretesa azionata. Ai fini delle spese, il Collegio ha effettuato una valutazione virtuale della fondatezza della domanda originaria, concludendo che essa sarebbe stata accolta in assenza della sopravvenuta soddisfazione, poiché il credito è stato pagato solo dopo la proposizione del ricorso. Le spese sono state parzialmente compensate in ragione dell'esecuzione spontanea dell'Amministrazione successiva all'instaurazione del giudizio; per la parte residua il Ministero è stato condannato, secondo il criterio della soccombenza, al pagamento di euro 400,00 oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere ricorre quando un'attività amministrativa successiva alla proposizione del ricorso soddisfa integralmente e irretrattabilmente l'interesse azionato, senza lasciare al ricorrente alcuna utilità concreta derivante dalla pronuncia di merito.
- Quando la sopravvenuta attività amministrativa determina la cessazione della materia del contendere, il giudice deve valutare virtualmente la fondatezza della domanda originaria ai soli fini della regolazione delle spese processuali.
- Se l'Amministrazione soddisfa la pretesa soltanto dopo l'instaurazione del giudizio, la domanda è virtualmente fondata ai fini delle spese quando, in assenza della sopravvenienza, il ricorso sarebbe stato accolto.
- L'esecuzione della pretesa amministrativa o giudiziale successivamente alla proposizione del ricorso può giustificare una compensazione parziale delle spese, mentre la parte residua può essere posta a carico dell'Amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale.
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