Cassazione Penale, Sentenza n. 25996/2022 del 06/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ahmetovic era stato condannato dal Giudice di pace per il reato previsto dall'art. 14, comma 5-quater, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (soggiorno illegale nel territorio dello Stato nonostante ordine di allontanamento). In cassazione il ricorrente ha dedotto un unico motivo: omessa motivazione in ordine alla richiesta difensiva di proscioglimento/inactione ai sensi dell'art. 34 d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274 (causa di esclusione della punibilità/particolare tenuità del fatto), sostenendo che sussistevano elementi concreti che avrebbero dovuto giustificare il riconoscimento dell'istituto.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo fondato: ha rilevato che il Giudice di pace non ha valutato né motivato la richiesta di applicazione della causa di esclusione della punibilità di cui all'art. 34 d.lgs. n. 274/2000. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla valutazione di tale causa di improcedibilità e ha disposto il rinvio al Giudice di pace di Macerata, in diversa persona fisica, per un nuovo giudizio che, libero nel risultato, verifichi se ricorrano le condizioni per applicare l'art. 34 (valutazione concreta della particolar tenuità alla luce degli indici previsti dalla giurisprudenza e dalla norma).
Norme richiamate
d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 14, comma 5-quater
Il reato concerne il soggiorno illegale nello Stato in violazione dell'ordine di allontanamento; la Corte conferma che l'imputazione riguarda il trattenersi senza giustificato motivo nonostante il provvedimento del Questore.
d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 14, comma 5-ter (terzo periodo)
Norma richiamata per l'efficacia e la tempistica dell'ordine di allontanamento impartito dal Questore; contestazione fondata sul mancato rispetto di tale ordine.
d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 34
La causa di esclusione della punibilità (particolare tenuità del fatto/ improcedibilità) si applica anche ai reati di pericolo astratto come l'ingresso e soggiorno illegale; deve essere valutata concretamente dal giudice alla luce degli indici normativi (esiguità del danno o del pericolo, occasionalità della condotta, basso grado di colpevolezza, eventuale pregiudizio sociale per l'imputato) considerati congiuntamente.
d.l. 28.10.2020, n. 137, art. 23, comma 8 (conv. L. 18.12.2020, n. 17)
Citata in relazione al deposito delle conclusioni scritte in Cassazione; non incide sul merito della valutazione dell'art. 34 ma regola gli atti processuali di cassazione.
Massime di principio
- Quando il difensore chiede il proscioglimento o l'applicazione della causa di esclusione della punibilità ex art. 34 d.lgs. 274/2000, il giudice deve esprimersi esplicitamente in merito: l'omessa valutazione comporta annullamento e rinvio in Cassazione.
- L'art. 34 si applica anche ai reati di pericolo astratto o presunto (come il soggiorno illegale): la valutazione richiede un giudizio concreto sul fatto commesso e non un esame astratto della norma.
- Per riconoscere la particolare tenuità occorre considerare congiuntamente gli indici indicati dalla legge e dalla giurisprudenza: esiguità del danno/pericolo, occasionalità della condotta, basso grado di colpevolezza e l'eventuale pregiudizio che il procedimento può arrecare alla vita del soggetto (lavoro, studio, famiglia, salute).
- Se il giudice non motiva sull'applicabilità dell'art. 34, la Cassazione annulla limitatamente a quel punto e rinvia per un nuovo esame, lasciando il risultato finale aperto (può essere proscioglimento o conferma della condanna dopo corretta valutazione).
- In casi similari, la difesa dovrebbe documentare e sottolineare elementi concreti relativi agli indici di tenuità (es. brevità della permanenza, assenza di pregresse misure, basso grado di consapevolezza/capacità di adattamento, impatto socio-familiare) per agevolare la valutazione favorevole del giudice.
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