Cassazione Penale, Sentenza n. 43229/2022 del 14/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Richiesta di restituzione nel termine per proporre opposizione alla richiesta di archiviazione disposta dal Pubblico Ministero, deducendo che la persona offesa non aveva potuto prendere visione del fascicolo cartaceo prima della trasmissione dell'atto al G.i.p. (fascicolo trasmesso il 18/3/2021), con riferimento alle difficoltà di accesso agli uffici per la pandemia e alla circolare n. 44/2020 che, secondo il ricorrente, avrebbe fatto decorrere i termini dalla effettiva possibilità di accesso al fascicolo. Si deduceva causa di forza maggiore e inosservanza di norme processuali (art. 175 e art. 408 c.3 c.p.p.) che avrebbe giustificato la rimessione in termini.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che: (1) la persona offesa non abbia legittimazione generale alla restituzione in termini salvo che ciò sia strettamente funzionale a conseguire la qualità di parte civile; (2) il termine di 20 giorni di cui all'art. 408, comma 3, c.p.p. ha natura meramente ordinatoria e non perentoria, per cui la sua scadenza e la successiva trasmissione del fascicolo al G.i.p. non impediscono comunque alla persona offesa di proporre opposizione (sebbene tardiva) fino all'adozione del decreto di archiviazione; di conseguenza l'istituto della restituzione nel termine (art. 175 c.p.p.) — rimedio per il travalicamento di termini perentori — non è applicabile al caso. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 408 cod. proc. pen.
art. 408, comma 3, cod. proc. pen.
Il termine di venti giorni per la comunicazione della richiesta di archiviazione alla persona offesa è di natura meramente ordinatoria; la sua scadenza non produce una sanzione radicale che impedisca in modo assoluto la proposizione di opposizione fino all'adozione del decreto di archiviazione.
art. 175 cod. proc. pen.
art. 175, comma 1, cod. proc. pen.
Regola la restituzione nel termine a pena di decadenza; la Corte ricorda che la facoltà spetta ai soggetti indicati (Pubblico ministero, parti private e difensori) e può riconoscersi alla persona offesa solo se strettamente funzionale a ottenere la qualità di parte civile.
art. 173 cod. proc. pen.
Individua i termini perentori ai quali la restituzione nel termine si riferisce; poiché l'art. 408 c.3 non detta un termine perentorio, l'istituto di cui all'art. 175 non trova applicazione.
art. 410-bis cod. proc. pen.
art. 410-bis cod. proc. pen.
Prevede a tutela dell'interesse della persona offesa, nei casi tipici di nullità, l'istituto del reclamo; la Corte lo cita per sottolineare che esistono strumenti specifici previsti per la persona offesa diversi dalla restituzione nel termine.
art. 90 e art. 90-bis cod. proc. pen.
art. 90 e art. 90-bis cod. proc. pen.
Definiscono i diritti e le informazioni cui ha diritto la persona offesa nel procedimento, ivi inclusa la comunicazione della richiesta di archiviazione; tuttavia tali prerogative non equiparano automaticamente la persona offesa alla qualifica di 'parte' ai fini dell'istituto della restituzione nel termine.
art. 616 cod. proc. pen.
Stabilisce la conseguenza della dichiarazione di inammissibilità (tra cui la condanna alle spese processuali); la Corte ha applicato la condanna alle spese al ricorrente, pur rilevando novità della questione.
Circolare Procura n. 44/2020
Circolare n. 44/2020 emessa dal Procuratore della Repubblica
Richiamata dal ricorrente per sostenere che i termini dovessero decorrere dall'effettiva possibilità di accesso al fascicolo digitale/cartaceo durante la pandemia; la Corte ha considerato tale richiamo ma ha ritenuto che non valga a trasformare il termine di cui all'art. 408 c.3 in perentorio né a mutare la legittimazione all'uso dell'istituto della restituzione nel termine.
Massime di principio
- La persona offesa non è automaticamente una 'parte' processuale: può essere ammessa ad utilizzare la restituzione nel termine solo se l'azione è strettamente funzionale a conseguire la qualità di parte civile.
- La restituzione nel termine (art. 175 c.p.p.) è rimedio volto a reintegrare termini perentori (art. 173 c.p.p.); non si applica per il superamento di termini meramente ordinatori.
- Il termine di 20 giorni per la comunicazione della richiesta di archiviazione (art. 408 c.3) è considerato ordinatorio: la sua scadenza non preclude automaticamente la proposizione di opposizione fino all'adozione del decreto di archiviazione.
- In situazioni di difficoltà di accesso al fascicolo (es. per pandemia o problemi organizzativi), è importante documentare tempestivamente e formalmente i tentativi di accesso e attivare gli strumenti processuali adeguati (richieste formali alla cancelleria, coinvolgimento del difensore) onde evitare di affidarsi esclusivamente alla rimessione in termini.
- Per tutelarsi, la persona offesa dovrebbe valutare di: a) far intervenire un difensore che possa avvalersi degli istituti previsti per le parti; b) proporre opposizione prima dell'adozione del decreto di archiviazione; c) utilizzare i rimedi previsti per le nullità (art. 410-bis) quando applicabili.
- Le circolari interne o direttive amministrative (es. circolare n. 44/2020) possono influenzare l'organizzazione degli uffici ma non mutano automaticamente la natura giuridica dei termini stabiliti dalla legge; la loro efficacia pratica dipende dall'interpretazione giurisprudenziale e dall'applicazione concreta da parte degli uffici.
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