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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35304/2024 del 19/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva l'autorizzazione a escutere il collaboratore di giustizia Barbato Francesco ai sensi dell'art. 327-bis co. 2 (attività di investigazione difensiva, prodromica a una istanza di revisione) e dell'art. 391-nonies c.p.p., ritenendo che le dichiarazioni di Barbato potessero confermare l'estraneità di Salzano al triplice omicidio in quanto, secondo Schiavone, Salzano non sarebbe stato presente alla riunione decisoria mentre era presente Barbato. Il ricorrente censurava altresì violazioni degli artt. 327-bis co.2 e 667 co.4 c.p.p.; la difesa aveva anche chiesto misure a tutela del collaboratore per lo svolgimento dell'escussione.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso ritenendo la richiesta manifestamente esplorativa e non idonea a produrre "novità" capaci di determinare modificazioni sostanziali del quadro probatorio che aveva già portato alla condanna di Salzano. La Corte ha valutato che non sussistono elementi concreti che facciano ritenere che le dichiarazioni di Barbato possano scardinare le risultanze probatorie pregresse (in particolare le dichiarazioni di Schiavone che confermavano il coinvolgimento di Salzano). La motivazione è stata ritenuta congrua e logica e il ricorrente è stato condannato ai sensi dell'art. 616 c.p.p. (decorso incompleto nel testo, ma indicata la condanna ex art. 616 c.p.p.)

Norme richiamate

  • art. 327-bis c.p.p.

    Norma che disciplina l'attività di investigazione difensiva; qui intesa come richiesta di escussione prodromica a una possibile istanza di revisione e soggetta a valutazione del giudice dell'esecuzione sulla concretezza e non esploratività dell'indagine richiesta

  • art. 667 co. 4 c.p.p.

    Dispositivo procedurale richiamato per lo schema di decisione del giudice dell'esecuzione in materia di istanze prodromiche alla revisione; la Corte sottolinea la necessità di una delibazione sommaria ma non superficiale

  • art. 391-nonies c.p.p.

    Norma collegata alla possibilità di acquisire dichiarazioni utili ai fini di revisione; la richiesta è stata valutata nel quadro di questa disposizione come attività istruttoria prodromica

  • art. 616 c.p.p.

    Norma sanzionatoria prevista per responsabilità processuali dell'attore di impugnazioni/ricorsi infondati; applicata per condannare il ricorrente alle conseguenze di cui all'articolo

Massime di principio

  • Una richiesta di investigazione difensiva prodromica a una istanza di revisione va qualificata come tale e decisa dal giudice dell'esecuzione, non come istanza di revisione immediata
  • Il giudice dell'esecuzione deve compiere una delibazione sommaria ma non superficiale: non basta la mera formulazione di un'ipotesi, è necessario indicare elementi concreti che rendano l'attività richiesta idonea a produrre "novità" decisiva sul piano probatorio
  • Non sono ammesse investigazioni meramente esplorative o manifestamente incongrue o inidonee a determinare modificazioni sostanziali del quadro probatorio già formato
  • Dichiarazioni di terzi e precedenti decisioni (es. acquisizioni e dichiarazioni già valutate in istruttorie o revisioni precedenti) riducono la probabilità che una nuova escussione sia ritenuta decisiva; la difesa deve spiegare perché l'escussione produca un elemento nuovo e convincente
  • La tutela del collaboratore (misure protettive) può essere richiesta ma non è, di per sé, sufficiente a rendere ammissibile una richiesta se manca la concretezza della prova nuova prospettata

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