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Ordinanza

Ordinanza n. 207/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, 1) del decreto della -OMISSIS-n. -OMISSIS- dell’8 ottobre 2025, notificato il successivo giorno 9, recante ammonimento ex art. 8, d.l. 23 febbraio 2009 n. 11, conv nella l. 23 aprile 2009 n. 38; 2) del silenzio-rigetto del Prefetto di Latina formatosi il 5 febbraio 2026 sul ricorso gerarchico interposto nei confronti del decreto indicato sub 1); 3) di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente.

Giustizia amministrativa202600323

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto recante ammonimento ex art. 8 d.l. 11/2009 e silenzio-rigetto sul ricorso gerarchico

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione, il decreto dell'8 ottobre 2025 recante ammonimento ai sensi dell'art. 8 d.l. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito nella l. 23 aprile 2009, n. 38, nonché il silenzio-rigetto formatosi il 5 febbraio 2026 sul ricorso gerarchico proposto contro tale decreto e gli atti connessi. Il testo dell'ordinanza non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti, ma dà atto che il ricorrente ha prodotto in giudizio documenti, segnatamente gli allegati dal n. 8 al n. 13, la cui rilevanza ai fini dell'adozione dell'ammonimento potrebbe non essere stata valutata dall'Amministrazione.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistente la propria giurisdizione e competenza, ma non ha deciso nel merito la domanda di annullamento né ha concesso o negato espressamente la sospensione cautelare. Ha ritenuto che le esigenze cautelari potessero essere adeguatamente tutelate mediante la sollecita fissazione dell'udienza pubblica di merito, fissata al 21 ottobre 2026. Ha inoltre disposto un incombente istruttorio a carico delle amministrazioni resistenti, imponendo il deposito, entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza, di una relazione di chiarimenti sulla valutazione della rilevanza dei documenti prodotti dal ricorrente, in particolare degli allegati nn. 8-13, ove già prodotti nel procedimento o, in caso contrario, da valutare nella relazione. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della delicatezza delle questioni e dell'esito interlocutorio.

Norme richiamate

  • art. 8 d.l. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito nella l. 23 aprile 2009, n. 38

    Norma posta a fondamento del decreto di ammonimento impugnato; l'ordinanza non ne sviluppa l'interpretazione sostanziale.

  • art. 55 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della trattazione della domanda cautelare; il giudice ha individuato nella sollecita fissazione dell'udienza di merito una tutela adeguata delle esigenze cautelari.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente e della controinteressata a tutela dei diritti o della dignità degli interessati.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, quale fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando le esigenze cautelari possono essere adeguatamente soddisfatte dalla sollecita fissazione dell'udienza di merito, il giudice amministrativo può adottare tale misura organizzativa senza pronunciarsi con una sospensione cautelare dell'atto impugnato.
  • Nella fase cautelare il giudice può disporre un incombente istruttorio a carico dell'amministrazione, ordinando il deposito di una relazione di chiarimenti sulla valutazione di documenti rilevanti prodotti dal ricorrente e sulla loro eventuale disponibilità già nel procedimento amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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