Cassazione Penale, Sentenza n. 9535/2022 del 21/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I tre imputati proponevano ricorso per cassazione avverso la conferma in appello di condanne pronunciate con rito abbreviato per rapina aggravata (capo a), detenzione e porto illegale di arma da sparo con caricatore (capo b) e ricettazione (capo c). Cortiglia deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per presunto travisamento delle prove e inesistenza della prova dell'elemento psicologico della ricettazione dell'arma, sostenendo che l'arma non risultava acquistata da lui e che le dichiarazioni accusatorie dei correi erano prive di riscontri. Notturno lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche in prevalenza sulle aggravanti. Veneruso censurava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e dell'attenuante ex art. 62 n. 6 c.p. e, inoltre, la irragionevole applicazione della pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici, sostenendo che la pena accessoria doveva essere temporanea parametrata alla pena base risultante dopo il rito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Vincenzo Cortiglia e di Agostino Notturno per manifesta infondatezza delle censure, condannandoli alle spese processuali e al pagamento di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende. Quanto a Cortiglia, i giudici hanno ritenuto congrua la valutazione di merito che ha ritenuto provata la ricettazione in relazione all'arma utilizzata per la rapina, deducendone la provenienza delittuosa dalla natura del fatto. Per Notturno è stato ritenuto corretto il bilanciamento tra circostanze (equivalenza delle circostanze) e la conseguente determinazione del trattamento sanzionatorio. Il ricorso di Ciro Veneruso è stato invece accolto parzialmente: la Cassazione ha annullato senza rinvio la parte della sentenza relativa alla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, ritenendo errata l'applicazione dell'interdizione perpetua; la pena accessoria è stata rideterminata in anni cinque. Per il resto il ricorso di Veneruso è stato dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
art. 23 co. 8 D.L. n. 137/2020
norma richiamata in relazione alle conclusioni scritte depositate dal Sostituto Procuratore Generale; citata come riferimento procedurale per le conclusioni in Cassazione
art. 606 cod. proc. pen.
limita la cognizione della Corte di legittimità ai motivi indicati nell'articolo; richiamato per affermare che la difesa proponeva mera alternativa ricostruttiva dei fatti non sindacabile in sede di legittimità
art. 616 cod. proc. pen.
prevede le conseguenze della declaratoria di inammissibilità, tra cui la condanna alle spese e al pagamento in favore della Cassa delle Ammende; applicata per condannare Cortiglia e Notturno
art. 69 cod. pen.
disciplina il confronto e il bilanciamento tra circostanze attenuanti e aggravanti; la Corte ha ritenuto legittima la valutazione discrezionale del giudice di merito che ha scelto la soluzione dell'equivalenza
art. 62 n. 6 cod. pen.
attenuante per chi prima del giudizio ripara il danno con risarcimento totale ed effettivo; la Corte ha precisato che la semplice restituzione parziale della cosa o l'attivazione generica non sostituiscono il requisito del risarcimento totale necessario per l'applicazione dell'attenuante
art. 648 c.p. (ricettazione) - principio applicato
la provenienza delittuosa del bene presupposto della ricettazione può essere desunta dalla natura del bene e dalle circostanze del fatto (es. arma utilizzata per rapina), senza che sia necessario accertare ogni elemento dell'illecito anteriore
Principio giurisprudenziale sulla pena accessoria in caso di continuazione
per l'applicazione della pena accessoria in caso di più reati unificati per continuazione, si fa riferimento alla pena base stabilita in concreto per il reato più grave così come risultante dopo la diminuzione per la scelta del rito; da ciò discende che, se la pena base così determinata è inferiore a cinque anni, non può essere disposta l'interdizione perpetua
Massime di principio
- La prova della ricettazione di un'arma può desumersi dal contesto fattuale e dalla natura dell'arma impiegata (es. arma usata per una rapina), non richiedendo sempre la prova puntuale di un reato anteriore in ogni suo elemento
- In sede di Cassazione non è consentito sostituire la valutazione logica dei giudici di merito con una diversa ricostruzione dei fatti; i motivi che si risolvono in mera proposta alternativa di lettura delle prove sono inammissibili ai sensi dell'art. 606 c.p.p.
- Il giudizio di comparazione tra attenuanti e aggravanti è esercizio discrezionale del giudice di merito: è legittimo se motivato in modo coerente e non arbitrario (es. scelta dell'equivalenza per adeguatezza della pena)
- L'attenuante dell'art. 62 n. 6 c.p. richiede la riparazione del danno tramite risarcimento totale ed effettivo prima del giudizio; la sola restituzione della refurtiva o attivazione generica non è sufficiente
- In caso di reati riuniti sotto il vincolo della continuazione, la misura delle pene accessorie va parametrata alla pena base del reato più grave come concretamente determinata dopo le diminuzioni previste per il rito; ciò può impedire l'applicazione di pene accessorie perpetue se la pena base è inferiore a soglie previste
- La declaratoria di inammissibilità dei ricorsi comporta, oltre al rigetto, la condanna alle spese processuali e talvolta il pagamento di somme alla Cassa delle Ammende, valutate equitativamente in relazione al profilo di colpa del ricorrente
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