Sentenza del 24/02/2020 n. 4845 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
Il Condominio impugnava una cartella COSAP relativa al 2007 per l'occupazione permanente di suolo pubblico con griglie e intercapedini, deducendo l'assenza di una specifica concessione autorizzativa e l'intassabilità dei manufatti in quanto incorporati originariamente nel fabbricato (sottesi all'originaria concessione edilizia). Roma Capitale eccepiva l'incompetenza del Giudice di Pace e sosteneva che il canone potesse essere dovuto anche in assenza di titolo formale, quando l'area sia di fatto sottratta alla pubblica viabilità. In Cassazione Roma Capitale ha lamentato violazioni di norme sulla competenza (art. 7 c.p.c. e art. 360 c.p.c., n. 2) e sulla corretta applicazione della normativa COSAP (D.Lgs. n. 446/1997, art. 63 e art. 16 del Regolamento comunale), chiedendo l'annullamento delle decisioni favorevoli al Condominio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Roma Capitale. Ha ritenuto infondata la censura sulla competenza del Giudice di Pace, richiamando il principio delle Sezioni Unite (n. 21582/2011) che ammette la competenza del giudice di pace per pretese patrimoniali anche se riferite a rapporti inerenti beni immobili, salvo che sia stata formulata tempestiva e fondata richiesta di accertamento incidentale sulla proprietà del suolo. In via decisiva la Corte ha invece rilevato l'operatività di un giudicato esterno: una sentenza del Tribunale di Roma relativa all'annualità 2003, passata in giudicato, aveva già accertato l'assenza del titolo autorizzativo e la non debenza del COSAP per le medesime griglie; tale accertamento, trattandosi di elemento stabile rilevante per la fattispecie, impedisce il riesame per l'annualità 2007. Il ricorso incidentale del Condominio sulle spese è stato dichiarato inammissibile (ricorso incidentale tardivo e generico). Le spese di Cassazione sono compensate.
Norme richiamate
Codice di Procedura Civile, art. 7
modificato dalla L. 24 novembre 1991 n. 374
disciplina la competenza del Giudice di Pace; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione che ammette la competenza per controversie patrimoniali anche se attinenti a beni immobili, salvo esplicita e fondata richiesta di accertamento incidentale sulla proprietà
Codice di Procedura Civile, art. 360, comma 1, nn. 2 e 3
criteri di legge invocati per i motivi di cassazione: n.2 (violazione di norme sulla competenza) e n.3 (nullità o insufficiente motivazione) sono stati valutati e rigettati o dichiarati inammissibili nei limiti esposti dalla Corte
D.Lgs. 31 dicembre 1997, n. 446, art. 63
stabilisce la condizione per l'applicazione del canone (titolo/concessione); la Corte ha richiamato che in assenza di concessione il Comune non può pretendere il canone per l'occupazione in esame
Regolamento Comune di Roma istitutivo del COSAP, art. 16
richiamato dalla parte ma la Corte ha ritenuto che l'assenza di titolo autorizzativo sia determinante ai fini della non debenza del canone, secondo l'art. 63 del D.Lgs. 446/1997
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater (introdotto dalla L. n. 228/2012)
norma sul contributo unificato: la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento aggiuntivo da parte dei ricorrenti ai sensi della norma
D.M. 140/2012
disciplina i parametri per la liquidazione delle spese di giudizio: la Corte ricorda che il giudice ha potere discrezionale all'interno della 'forcella' tariffaria e che la motivazione è necessaria solo se si esce dai valori minimi/massimi previsti
Cass. Sezioni Unite, 19/10/2011, n. 21582
principio giurisprudenziale che consente la competenza del Giudice di Pace per pretese patrimoniali connesse a beni immobili, salvo richiesta incidentale tempestiva sulla proprietà che giustifichi la competenza del giudice togato
Art. 281-sexies c.p.c.
norma procedurale menzionata quale base alla quale è stata emessa la sentenza di merito (decisione resa all'udienza)
Massime di principio
- Il COSAP è dovuto quando sussiste un titolo autorizzativo che legittima l'occupazione; in assenza di concessione specifica il Comune difficilmente può pretendere il canone per occupazioni consolidate al momento della costruzione.
- Un giudicato formato su questioni di fatto e diritto fondamentali e stabili (ad es. l'assenza di titolo autorizzativo e la natura dei manufatti) può avere efficacia esterna e precludere il riesame della stessa questione in giudizi relativi ad altre annualità, se gli elementi fattuali non sono stati novativamente contestati.
- Il Giudice di Pace è competente per le pretese patrimoniali anche se aventi origine in rapporti riferibili a beni immobili, salvo che una parte formuli tempestivamente e in modo non meramente strumentale una richiesta di accertamento incidentale sulla proprietà del suolo che renda necessaria la cognizione del giudice togato.
- La richiesta di accertamento incidentale sulla natura pubblica/privata del suolo deve essere esplicita e tempestiva nel provvedimento introduttivo o in primo grado; altrimenti è irrilevante in sede successiva.
- Le decisioni sulle spese processuali costituiscono capi autonomi di pronuncia: vanno impugnate tempestivamente in via autonoma; il sindacato sulla liquidazione dei compensi segue le regole del D.M. 140/2012 e la discrezionalità del giudice entro la 'forcella' tariffaria.
- La proposizione del ricorso per cassazione, anche se infondato, non legittima di per sé la condanna per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c.; l'onere del danno processuale richiede situazioni particolari non presenti nel mero esercizio del rimedio di legittimità.
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