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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13009/2022 del 06/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'Appello di Genova che lo aveva riconosciuto colpevole dei reati in concorso (artt. 110, 56, 624 e 625 n.2 c.p.) per aver cercato di sottrarre merce dal supermercato (valore euro 109,00) con l'aggravante di aver usato violenza sulle cose. Lamenta la falsa applicazione dell'art. 625 n.2 c.p. e vizio di motivazione: dalla relazione della guardia giurata risultava solo il distacco del codice a barre dalla lattina e non la rottura della confezione o di un presidio antitaccheggio, elemento che a suo avviso non integra l'aggravante. Chiede inoltre il riconoscimento dell'estinzione del reato per prescrizione, calcolata al 18/08/2021 ai sensi degli artt. 157 e 161 c.p.p.

La decisione

La Corte ricorda la distinzione giurisprudenziale tra manomissione di un presidio destinato a tutelare il bene (che integra violenza sulle cose) e la semplice manipolazione che non comporta rottura, danneggiamento o necessità di ripristino. Nel caso concreto risulta solo il distacco del codice a barre, elemento destinato all'identificazione commerciale e non volto a evitare la sottrazione; pertanto non sussiste l'aggravante di cui all'art. 625 n.2 c.p. Tuttavia la Corte annulla la sentenza impugnata senza rinvio perché il reato è dichiarato estinto per prescrizione (calcolo riferito agli artt. 157 e 161 c.p.p.). Decisione del 9 febbraio 2022: annullamento senza rinvio per estinzione del reato per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Disciplina il concorso di persone nel reato; qui usato per qualificare la partecipazione del ricorrente insieme ad altri.

  • art. 56 cod. pen.

    Regola la disciplina del concorso nell'azione e nel dolo; richiamato per la partecipazione al fatto criminoso.

  • art. 624 cod. pen.

    Configura il reato di furto; usato per inquadrare l'azione di sottrazione della merce dal supermercato.

  • art. 625 n. 2 cod. pen.

    Prevede l'aggravante del furto commesso con violenza sulle cose. La Corte interpreta restrittivamente la nozione di "violenza sulle cose": occorre una manomissione idonea a causare rottura, guasto o necessità di ripristino del bene o del presidio di tutela; il semplice distacco del codice a barre, destinato all'identificazione commerciale, non integra tale aggravante.

  • art. 157 cod. proc. pen.

    Norma relativa alla prescrizione del reato; impiegata per il calcolo del termine di estinzione.

  • art. 161 cod. proc. pen.

    Disciplina il computo della prescrizione e gli eventi che la sospendono o interrompono; utilizzata per stabilire la data in cui il reato è estinto per prescrizione (18/08/2021 nel caso).

Massime di principio

  • Per integrare l'aggravante di "violenza sulle cose" (art. 625 n.2 c.p.) è necessaria una manomissione che comporti rottura, danneggiamento o trasformazione del bene o del suo presidio di tutela, ossia un'attività che richieda ripristino; la mera manipolazione o il distacco di elementi non protettivi (es. codice a barre) non sono sufficienti.
  • La qualificazione della condotta come aggravata richiede un rigoroso accertamento fattuale: le descrizioni degli operatori (es. guardie giurate) e la documentazione di danni materiali sono determinanti.
  • Se il reato è estinto per prescrizione, la sentenza di merito può essere annullata senza rinvio per sopravvenuta estinzione del reato.
  • In casi di furto con ridotto valore della merce e interventi limitati (es. rimozione di etichette), la tesi dell'aggravante per violenza sulle cose è più fragile e richiede prove specifiche di effettivo danneggiamento o manomissione di dispositivi antitaccheggio.
  • Chi difende deve contestare puntualmente la qualificazione giuridica delle condotte e verificare i termini di prescrizione calcolando sospensioni e interruzioni ai sensi degli artt. 157 e 161 c.p.p.

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