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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10904/2023 del 14/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione con unico motivo: vizio di violazione dell'art. 62, n. 4, cod. pen., in quanto la Corte di appello avrebbe negato l'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità ritenendola erroneamente assorbita nell'attenuante speciale prevista dall'art. 323-bis cod. pen., già concessa all'imputato. Fatti di causa: il ricorrente, in servizio come Brigadiere dei Carabinieri in divisa, si sarebbe recato presso l'"Antica panetteria" costringendo, con richieste insistenti, gli operai Giovanni Tondolo e Pasquale D'Avanzo a consegnargli generi alimentari (biscotti, pane, buste di taralli) senza pagarli, contestato come reato di concussione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza. Ha confermato il principio consolidato secondo cui, quando l'attenuante speciale di cui all'art. 323-bis cod. pen. è riconosciuta in ragione della esiguità del danno economico, essa assorbe l'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità di cui all'art. 62, n. 4 cod. pen.; pertanto la negazione separata di quest'ultima da parte della Corte territoriale non integra violazione di legge. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62, comma 1, n. 4, cod. pen.

    L'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità non è riconosciuta separatamente quando il medesimo profilo di esiguità del danno è già valutato e compreso nella concessione dell'attenuante speciale di cui all'art. 323-bis; viene quindi assorbita dalla stessa.

  • art. 323-bis cod. pen.

    La circostanza attenuante speciale, riconosciuta dalla Corte territoriale per la esiguità del danno economico cagionato dal reato, costituisce valutazione che assorbe l'attenuante di cui all'art. 62, n. 4, secondo la giurisprudenza consolidata richiamata.

  • Corte cost. n. 186 del 2000

    Richiamata in relazione alla condanna alle spese e alla somma da versare alla cassa delle ammende: non si ritiene che il ricorrente abbia proposto il ricorso senza colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, giustificando comunque l'imposizione delle sanzioni economiche decise dalla Corte.

Massime di principio

  • Se la Corte riconosce l'attenuante speciale di cui all'art. 323-bis per l'esiguità del danno, non è possibile ottenere separatamente l'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità (art. 62, n. 4): la prima assorbe la seconda.
  • In cassazione i motivi generici e non specificamente argomentati rispetto alla violazione di norme o alla valutazione delle prove sono dichiarati inammissibili per genericità e manifesta infondatezza.
  • La qualificazione di concussione può ricavarsi anche da condotte consistenti nell'abuso della qualità di pubblico ufficiale (es. recarsi in divisa e con atteggiamento autoritativo) per ottenere utilità non pagate; tali elementi fattuali, adeguatamente motivati dal giudice, sono difficili da rimettere in discussione in cassazione se non sono indicate censure precise.
  • Il ricorrente che propone ricorso alla Corte di Cassazione rischia, in caso di inammissibilità, la condanna alle spese processuali e a somme in favore della cassa delle ammende; è quindi importante valutare con cura la fondatezza e la specificità delle censure prima di proporre il ricorso.
  • Per contrastare l'assorbimento tra attenuanti in una situazione analoga, il difensore deve dimostrare che l'attenuante speciale riconosciuta non riguarda effettivamente l'esiguità del danno o che sussistono profili diversi e incompatibili con l'assorbimento (argomentazione probatoria e giuridica precisa).

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