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Ordinanza

Ordinanza n. 21/2026 - Potenza, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di diniego dell’istanza di permesso di soggiorno.

Giustizia amministrativa202600058

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Basilicata, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'istanza di permesso di soggiorno

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del permesso di soggiorno, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Il provvedimento amministrativo era motivato dalla mancata allegazione, all'istanza, dell'attestazione dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro relativa alla corrispondenza del contratto di lavoro subordinato ovvero della documentazione retributiva e previdenziale riferita a specifici settori di attività. Nel giudizio sono state depositate buste paga, ma riferite all'anno precedente. Il testo non espone ulteriori specifici motivi di ricorso.

La decisione

Il TAR, ritenuta la propria giurisdizione e competenza, ha respinto la domanda cautelare ritenendo che, a un sommario esame, il ricorso apparisse infondato. Il diniego risultava prima facie fondato sulla mancata produzione della documentazione richiesta dall'art. 12, comma 9, del decreto interministeriale del 27 maggio 2020, in combinato disposto con l'art. 103, comma 16, del d.l. n. 34/2020. Il giudice ha inoltre rilevato che non vi era evidenza neppure dell'inoltro, da parte del ricorrente, di una richiesta all'Ispettorato Territoriale del Lavoro per il rilascio dell'attestazione necessaria. Le buste paga prodotte non sono state ritenute rilevanti, perché riferite all'anno precedente e quindi inidonee a dimostrare l'emersione dal lavoro irregolare. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della natura degli interessi trattati.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare nel processo amministrativo; la domanda è stata respinta.

  • art. 12, comma 9, decreto interministeriale 27 maggio 2020

    È stato interpretato, in combinato disposto con l'art. 103, comma 16, del d.l. n. 34/2020, come richiedente la produzione dell'attestazione dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro o della documentazione retributiva e previdenziale prevista per specifici settori di attività.

  • art. 103, comma 16, d.l. n. 34/2020

    Costituisce, insieme all'art. 12, comma 9, del decreto interministeriale 27 maggio 2020, il fondamento normativo della documentazione necessaria ai fini dell'emersione dal lavoro irregolare e del rilascio del permesso di soggiorno.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il diniego del permesso di soggiorno può essere ritenuto prima facie legittimo quando l'istanza non sia corredata dall'attestazione dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro o dalla documentazione retributiva e previdenziale richiesta dalla disciplina applicabile ai fini dell'emersione dal lavoro irregolare.
  • La mera produzione in giudizio di buste paga riferite a un periodo precedente non è sufficiente, ai fini cautelari, a dimostrare l'emersione dal lavoro irregolare quando la disciplina richiede documentazione attestante la situazione lavorativa e retributiva rilevante per l'istanza.
  • La mancanza di evidenza dell'istante rivolta all'Ispettorato Territoriale del Lavoro per ottenere l'attestazione necessaria rafforza, in sede cautelare, la valutazione di infondatezza della domanda contro il diniego del permesso di soggiorno.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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