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Sentenza

Sentenza n. 488/2026 - Bari, Sezione 3

per l'annullamento - della delibera del Consiglio comunale n. 46 del 22 settembre 2025, che ha disposto di procedere all’acquisizione sanante al patrimonio indisponibile dell’Ente, ex art. 42-bis d.p.r. 327/2001 dei beni immobili ubicati in località Chiancamasitto oggetto di occupazione d’urgenza, di cui all’ordinanza n. 13 del 16.6.1977; - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, compresa la nota di comunicazione di avvio del procedimento prot. n. 16500 dell’8 ottobre 2025.

Giustizia amministrativa202502008

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: delibera consiliare che dispone l'acquisizione sanante al patrimonio comunale di aree occupate e irreversibilmente trasformate per la realizzazione e la funzionalità di una strada pubblica, ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la deliberazione del Consiglio comunale n. 46 del 22 settembre 2025, nonché gli atti presupposti e la comunicazione di avvio del procedimento, sostenendo che l'acquisizione sanante non potesse riguardare la particella n. 53 e, in particolare, le aree laterali alla strada, poiché non trasformate dal Comune e mai destinate a strada pubblica. Ha dedotto l'erroneità e l'omessa considerazione dei presupposti di fatto, il difetto di motivazione, lo sviamento, la violazione e falsa applicazione dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e la violazione dell'art. 7 l. 241/1990. Ha inoltre contestato lo scomputo delle somme già corrisposte ai precedenti proprietari a titolo di indennizzo. Il Comune ha sostenuto che l'intera area, comprese le particelle 52, 53 e 54, fosse stata occupata nel 1977 in forza di ordinanza sindacale per la realizzazione della strada extraurbana di Chiancamasitto, con successiva irreversibile trasformazione e destinazione a viabilità, opere laterali, accesso alla spiaggia e parcheggio pubblico; ha inoltre rilevato che il ricorrente aveva acquistato la particella n. 53 soltanto nel 2024, nello stato di fatto e di diritto esistente, dopo l'occupazione e il pagamento delle indennità ai precedenti proprietari.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che l'ordinanza sindacale del 1977 avesse riguardato l'intera superficie necessaria e utile alla realizzazione della strada, comprendendo anche le aree laterali funzionali alla sicurezza e alla fruibilità dell'infrastruttura, come muretti e cunette. La destinazione pubblica delle aree è stata ritenuta comprovata anche dai successivi lavori di sistemazione e manutenzione, dall'utilizzo come unico accesso carrabile pubblico alla spiaggia e dall'affidamento a terzi, mediante procedure a evidenza pubblica, della gestione del parcheggio comunale a pagamento. Il Collegio ha considerato integrato il presupposto dell'utilizzo e della modificazione del bene privato per finalità di interesse pubblico in assenza di un valido titolo espropriativo perfezionato, presupposto per l'applicazione dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001. Ha richiamato il principio secondo cui l'art. 42-bis si applica a tutte le ipotesi di utilizzazione e modificazione di un bene immobile altrui per scopi di interesse pubblico in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, quale che sia la causa dell'assenza del titolo. Ha respinto anche la censura relativa allo scomputo delle somme già corrisposte ai precedenti proprietari, ritenendo applicabile l'art. 42-bis, comma 2, anche quando il proprietario attuale sia diverso da quello che aveva ricevuto le somme, poiché l'acquisto del 2024 ha comportato una successione a titolo particolare e il bene è stato acquistato nello stato di fatto e di diritto in cui si trovava. Le spese sono state compensate per la peculiarità e la risalenza della controversia.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    L'art. 42-bis d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 si applica a tutte le ipotesi in cui un bene immobile altrui sia utilizzato e modificato dall'amministrazione per scopi di interesse pubblico, in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, e dunque quale che sia la ragione che abbia determinato l'assenza di titolo che legittima alla disponibilità del bene

    La disposizione consente l'acquisizione sanante quando il bene privato sia stato utilizzato e modificato dall'amministrazione per finalità di interesse pubblico senza un valido titolo espropriativo, anche se l'assenza del titolo deriva dal mancato perfezionamento di un procedimento espropriativo risalente. Le somme già corrisposte al proprietario a titolo di indennizzo, maggiorate dell'interesse legale, devono essere detratte da quelle dovute ai sensi dell'articolo, anche quando il proprietario attuale sia successore a titolo particolare del precedente proprietario.

  • art. 42-bis, comma 2, d.P.R. 327/2001

    Le somme eventualmente già erogate al proprietario a titolo di indennizzo, maggiorate dell'interesse legale, sono detratte da quelle dovute ai sensi del presente articolo

    Lo scomputo delle somme già erogate opera anche nei confronti dell'attuale proprietario, diverso da quello che aveva ricevuto l'indennizzo, quando il bene sia stato acquistato successivamente all'occupazione nello stato di fatto e di diritto esistente.

  • artt. 2 e 3 d.lgs. 285/1992

    La nozione di strada comprende, oltre al sedime viario in senso stretto, le aree strettamente connesse e laterali necessarie ad assicurare la viabilità e la sicurezza.

  • art. 7 l. 241/1990

    La censura di violazione dell'obbligo di comunicazione di avvio del procedimento è stata ritenuta infondata nel contesto complessivo dei motivi, senza autonoma statuizione specifica riportata nella motivazione.

Massime di principio

  • L'art. 42-bis d.P.R. 327/2001 è applicabile a ogni ipotesi in cui un bene immobile privato sia stato utilizzato e modificato dall'amministrazione per finalità di interesse pubblico in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, indipendentemente dalla ragione per cui il titolo sia venuto meno o non si sia perfezionato.
  • L'utilizzazione pubblica rilevante ai fini dell'acquisizione sanante può riguardare non soltanto il sedime principale dell'opera, ma anche le aree laterali e accessorie che siano funzionali alla sicurezza, alla viabilità e alla fruizione dell'infrastruttura pubblica.
  • La realizzazione di opere pubbliche, la manutenzione protratta nel tempo e l'utilizzo delle aree per viabilità e parcheggio pubblico costituiscono elementi idonei a dimostrare l'impiego del bene per finalità di interesse pubblico ai fini dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001.
  • Le somme già corrisposte ai precedenti proprietari a titolo di indennizzo devono essere detratte da quelle dovute ai sensi dell'art. 42-bis, anche nei confronti dell'acquirente successivo del bene, il quale subentra nella posizione giuridica relativa al bene acquistato nello stato di fatto e di diritto esistente.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sanante
RamiEspropriazione per pubblica utilità
SottomateriePresupposti e indizi dell'infiltrazione
IstitutiPonderazione degli interessi e interesse pubblicoDifetto di motivazioneEccesso di potere

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