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Sentenza

Sentenza n. 1120/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 1429/2024 del Tribunale di Bologna, pubblicata in data 22/10/2024.

Giustizia amministrativa202501891

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 1429/2024 del Tribunale di Bologna, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (beneficiaria del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Bologna, divenuta irrevocabile, deducendo la perdurante inerzia del Ministero nell'esecuzione delle statuizioni giudiziali. La sentenza era stata notificata all'Amministrazione ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. È stata inoltre richiesta la fissazione di una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, c.p.a.

La decisione

Il TAR ha ritenuto comprovati il passaggio in giudicato della sentenza e l'inadempimento dell'Amministrazione, accogliendo in parte il ricorso e ordinando al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alla sentenza entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della pronuncia, detratto quanto eventualmente già corrisposto. La richiesta di penalità di mora è stata respinta perché la sentenza del giudice ordinario aveva già previsto la corresponsione della maggior somma tra interessi e rivalutazione, ritenuta misura equa anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a. In caso di ulteriore inadempimento, il TAR ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta il Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna, o un funzionario da lui delegato, da attivarsi su istanza della ricorrente entro i successivi novanta giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 600 euro oltre accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La sentenza richiama l'art. 114 c.p.a. e, in particolare, il comma quarto.

    La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e della valutazione sulla penalità di mora; il giudice ha ritenuto non necessario applicarla perché il titolo giudiziale già prevedeva interessi e rivalutazione in misura equa.

  • termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione

    La sentenza è stata notificata per la decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni, ai fini della esecuzione, al Ministero.

    Il decorso del termine è stato considerato ai fini della verifica dell'inadempimento dell'Amministrazione.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è accoglibile quando il titolo giudiziale è passato in giudicato, è stato notificato all'amministrazione e permane l'inadempimento dell'obbligo conformativo o esecutivo.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può ordinare all'amministrazione di eseguire il giudicato entro un termine determinato, detraendo quanto eventualmente già corrisposto in esecuzione parziale del titolo.
  • La penalità di mora può essere negata quando il titolo da eseguire prevede già il riconoscimento della maggior somma tra interessi e rivalutazione e tale previsione è ritenuta equa anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza della parte in caso di ulteriore inadempimento dell'amministrazione entro il termine assegnato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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