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Sentenza

Sentenza n. 2915/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'ottemperanza della sentenza n. 1676/2024, pubblicata in data 12/03/2024, emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania - Sezione VIII, sul ricorso R.G. n. 2400/2023, passata in giudicato.

Giustizia amministrativa202503298

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR Campania n. 1676/2024, integralmente confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 2749/2025

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (parte privata)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. deducendo l'inerzia del Comune di Casal di Principe nell'esecuzione della sentenza n. 1676/2024 del TAR Campania, passata in giudicato e integralmente confermata in appello dal Consiglio di Stato. Ha chiesto che fosse ordinata l'integrale esecuzione del giudicato, la nomina di un commissario ad acta per l'ipotesi di ulteriore inerzia e la condanna dell'amministrazione al pagamento di una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. Il Comune, non costituito, non ha fornito prova dell'avvenuta esecuzione.

La decisione

Il TAR ha ritenuto correttamente proposta davanti a sé l'azione di ottemperanza, poiché la sentenza di primo grado da eseguire era stata integralmente confermata dal Consiglio di Stato con il medesimo contenuto dispositivo e conformativo. Nel merito, ha accertato che il Comune non aveva dato esecuzione al giudicato e ha ordinato all'amministrazione di eseguire integralmente la sentenza entro sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione della pronuncia, se anteriore. Per l'eventualità di persistente inottemperanza, ha nominato commissario ad acta il Prefetto di Caserta, con facoltà di delega a un funzionario dirigente, attribuendogli il compito di compiere, su istanza di parte, tutti gli atti necessari entro i successivi sessanta giorni. La domanda di penalità di mora è stata respinta per ragioni di equità. Il Comune è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 750,00 oltre accessori, con restituzione del contributo unificato se versato.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza e consente, tra l'altro, la nomina del commissario ad acta e la fissazione di una penalità di mora; nel caso concreto il giudice ha disposto la nomina condizionata del commissario, ma ha respinto la domanda di penalità per ragioni di equità.

Massime di principio

  • Quando una sentenza di primo grado è integralmente confermata dal giudice d'appello con identico contenuto dispositivo e conformativo, il giudizio di ottemperanza può essere proposto davanti al giudice di primo grado quale giudice dell'ottemperanza.
  • Accertata la mancata esecuzione di un giudicato amministrativo, il giudice dell'ottemperanza deve ordinare all'amministrazione di adempiere entro un termine congruo e determinato.
  • In caso di persistente inottemperanza oltre il termine assegnato, il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, anche prevedendone la facoltà di delega a un dirigente, per il compimento degli atti necessari all'esecuzione del giudicato su istanza della parte interessata.
  • La penalità di mora prevista dall'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. non deve essere applicata automaticamente: il giudice può respingere la relativa domanda in ragione di valutazioni equitative.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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