Cassazione Penale, Sentenza n. 17539/2023 del 27/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha censurato, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. b) e c), cod. proc. pen., la violazione e l'erronea applicazione dell'art. 41-bis Ord. pen. con riferimento all'art. 125 cod. proc. pen., lamentando l'assenza di una motivazione adeguata e specifica rispetto alla sua posizione personale. In particolare ha contestato che l'ordinanza si sia limitata a richiamare il contenuto del decreto ministeriale senza verificare concretamente l'attualità della sua pericolosità, la persistenza dei collegamenti con il clan Gallo-Cavalieri e senza confrontarsi con le censure difensive, considerando anche il lungo periodo di detenzione già scontato.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. Ha ritenuto che il sindacato della Cassazione sia limitato alle violazioni di legge e all'assenza di motivazione ai sensi del comma 2-sexies dell'art. 41-bis, e che in concreto il Tribunale di sorveglianza di Roma abbia adeguatamente valutato e motivato le informazioni contenute nel decreto ministeriale. La decisione ha richiamato gli elementi che giustificano la proroga: la posizione di rilievo del ricorrente nel clan Gallo-Cavalieri, la operatività locale del sodalizio (anche nella frangia denominata Quarto Sistema accertata da indagini del 2020), la condanna irrevocabile per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, i legami parentali con i vertici e le precedenti violazioni di prescrizioni. È stato inoltre affermato che il lungo periodo di detenzione non è di per sé decisivo e che è sufficiente la potenzialità attuale e concreta di collegamenti con l'ambiente malavitoso. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 41-bis Ord. pen.
Il controllo sulla proroga è limitato alla verifica di violazioni di legge e all'assenza di motivazione; il Tribunale di sorveglianza deve valutare, sulla base delle circostanze indicate nel decreto ministeriale, la capacità del soggetto di mantenere collegamenti con la criminalità organizzata, la sua pericolosità sociale e la congruità delle prescrizioni rispetto alle esigenze di ordine e sicurezza
art. 606 cod. proc. pen.
Limita i motivi di impugnazione in cassazione a specifiche ipotesi di violazione di legge; il ricorso deve essere inquadrato nei parametri di legge e non può trasformarsi in un nuovo esame di merito
art. 125 cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente come riferimento procedurale per la motivazione; la Corte richiama l'esigenza che la decisione del Tribunale sia motivata in termini di coerenza, completezza e logicità
art. 666 e art. 678 cod. proc. pen.
Norme procedurali sul rito camerale cui il Tribunale deve attenersi nel decidere sul reclamo presentato dal detenuto contro il decreto ministeriale
art. 616 cod. proc. pen.
Predisposizione sanzionatoria in ordine alle spese processuali; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese
Massime di principio
- In sede di ricorso per cassazione contro una proroga 41-bis il controllo è limitato a violazioni di legge e all'assenza di motivazione: la Corte non riesamina i fatti se la motivazione è presente e sufficiente
- La motivazione del Tribunale di sorveglianza deve essere coerente, completa e logica; se soddisfa i requisiti minimi la Cassazione non sostituisce il giudizio di merito
- Per la proroga 41-bis è rilevante una valutazione prognostica basata su indicatori sintomatici quali il profilo criminale, la posizione rivestita nell'organizzazione, i rapporti parentali con i vertici, condanne irrevocabili e attività investigative che attestino l'operatività o la potenzialità di collegamenti
- Il lungo periodo di detenzione non è automaticamente idoneo a escludere il pericolo di collegamenti con l'organizzazione; occorre valutare indici concreti di dissociazione
- Non è necessario provare che la cosca sia attiva in termini di azione continuativa; è sufficiente l'esistenza di una potenzialità attuale e concreta di collegamenti che il regime ordinario non possa fronteggiare adeguatamente
- Il tribunale deve confrontarsi con gli elementi difensivi; tuttavia, contestazioni difensive che mirino a una rivalutazione meramente sommaria degli elementi probatori difficilmente porteranno a riforma in cassazione se la motivazione di merito è congrua
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