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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30255/2022 del 29/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 19/11/2021 che ha dichiarato inammissibile la richiesta di detenzione domiciliare (per superamento del limite di pena) e ha rigettato le istanze di affidamento in prova al servizio sociale e di semilibertà. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per una valutazione errata e ridondante delle pendenze a suo carico, per non aver adeguatamente considerato la positiva evoluzione personale (lavoro come autista dal 2018, assenza di condotte devianti negli ultimi sei anni, disponibilità al volontariato) e per non aver preso in debito conto le iniziative riparatorie e il risarcimento alle vittime.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato o generico. Ha confermato la correttezza e sufficienza della motivazione del Tribunale di Sorveglianza: sono emersi precedenti e pendenze riferibili a fatti fino al 2015, profili di pericolosità sociale, mancato avvio significativo di un processo di revisione critica delle condotte, e la scelta di sottoporre il ricorrente a osservazione penitenziaria in vista di un'eventuale futura ammissione a misure alternative è stata ritenuta congrua. La Corte ha altresì ritenuto non decisive le attività lavorative recenti, la disponibilità al volontariato e i ripristini risarcitori documentati solo in questa fase. Il ricorso è stato dunque respinto; il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 47 (affidamento in prova al servizio sociale)

    L'affidamento in prova è misura alternativa finalizzata alla rieducazione e presuppone, oltre ai limiti di pena, un convincimento che la misura contribuisca alla rieducazione e prevenga il pericolo di commissione di altri reati; il giudizio prognostico si fonda sull'osservazione della personalità e della condotta successiva al reato e richiede l'avvio di un significativo processo di emenda.

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 47-ter

    Richiamata per il diverso parametro dei limiti di pena applicabili in alcune ipotesi, nel senso che, se mancasse l'emenda, il condannato può comunque essere ammesso alla detenzione domiciliare purché sia escluso il pericolo di commissione di nuovi reati.

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 50 (semilibertà)

    L'ammissione alla semilibertà richiede una prognosi favorevole e progressi trattamentali o percorso di allontanamento dalla devianza; anche qui è necessaria una valutazione positiva circa la possibilità di reinserimento graduale.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Applicato per disporre l'onere delle spese del procedimento a carico del ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso.

  • Corte costituzionale, sentenza 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in tema di valutazione della responsabilità della parte nella determinazione della causa di inammissibilità del ricorso; la Corte ha ritenuto che non sussistessero elementi colposi tali da escludere l'applicazione delle conseguenze previste.

Massime di principio

  • Per ottenere l'affidamento in prova al servizio sociale è necessario dimostrare non solo assenza di comportamenti negativi, ma soprattutto l'avvio di un significativo processo di emenda e una prognosi favorevole alla risocializzazione.
  • Il giudice valuta con ampia discrezionalità la congruità delle misure alternative (affidamento, semilibertà, detenzione domiciliare): le sue valutazioni non sono sindacabili in Cassazione se adeguatamente motivate e logiche.
  • La gravità e la natura dei reati, i precedenti e le pendenze processuali sono fattori rilevanti e possono prevalere su elementi favorevoli (lavoro, volontariato, assenza di recidiva recente) se questi non appaiono accompagnati da consapevolezza e revisione critica del comportamento.
  • Iniziative riparatorie e risarcimenti, se documentati solo al momento della impugnazione, hanno minore persuasività rispetto a quelli compiuti anteriormente e coerentemente nel percorso trattamentale.
  • La detenzione domiciliare è preclusa se la pena eccede i limiti di legge previsti; quando non è possibile l'affidamento per mancanza di emenda, la detenzione domiciliare resta una possibile alternativa solo se è escluso il pericolo di commissione di nuovi reati.
  • In Cassazione il ricorso deve focalizzarsi su errori di diritto o su motivazione manifestamente illogica/contraddittoria: censure meramente confutative della valutazione di merito sono in genere inammissibili.

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