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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30339/2022 del 01/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per peculato. Il ricorrente deduceva: (1) vizio di motivazione perché dalle discrasie contabili (fatture diverse rispetto a quelle inserite in contabilità) e da pagamenti tracciati (bonifici) emergerrebbe che le differenze potevano essere errori contabili e non appropriazioni illecite; (2) vizio di motivazione e violazione del principio di correlazione rispetto al reato di truffa aggravata, sostenendo che non sono stati indicati artifici o raggiri e che alcuni fatti richiamati riguarderebbero il 2011, non compreso nella contestazione; (3) violazione di legge con riferimento all'art. 358 c.p., contestando la qualifica di "incaricato di pubblico servizio" in quanto dipendente con mansioni esecutive e non legale rappresentante della società affidataria del servizio idrico.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati i tre motivi: (a) la qualifica soggettiva di incaricato di pubblico servizio è correttamente riconosciuta anche ai dipendenti che svolgono funzioni non meramente esecutive inerenti alla gestione del servizio idrico; (b) le discrasie contabili non escludono la responsabilità perché l'accertamento si fonda anche sulle deposizioni dei clienti (che hanno dichiarato di aver versato somme maggiori) e su prove bancarie e depositi sul conto personale dell'imputato; (c) la ricostituzione operata dalle sentenze di merito ha legittimamente riqualificato i fatti in peculato (escludendo la truffa) e i richiami a fatti del 2011 sono stati utilizzati solo per descrivere la propensione del reo e non come fondamento della condanna. Conseguentemente, il ricorrente è condannato alle spese processuali, al pagamento di €3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile.

Norme richiamate

  • art. 358 cod. pen.

    La qualifica di "incaricato di pubblico servizio" può spettare anche a dipendenti di una società privata incaricata di gestire un servizio pubblico quando esercitino funzioni non meramente esecutive direttamente inerenti al servizio pubblico; la qualifica dipende dalle specifiche attribuzioni concrete.

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Il principio di correlazione tra imputazione e sentenza non è violato quando la riqualificazione dei fatti (es. da truffa a peculato) è contenuta nella motivazione e non si fonda su fatti non contestati; la sentenza deve motivare ma può riqualificare se i fatti storici rientrano nell'ambito della contestazione.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 e art.7 d.l. 23 luglio 2021, n.105

    Il procedimento è stato trattato in forma cartolare secondo le disposizioni emergenziali richiamate.

Massime di principio

  • Quando una società privata è incaricata di svolgere un pubblico servizio, anche i suoi dipendenti possono essere qualificati "incaricati di pubblico servizio" se svolgono compiti non meramente esecutivi direttamente rilevanti per il servizio pubblico.
  • Discrepanze contabili, da sole, non bastano a escludere l'appropriazione: servono elementi probatori concreti (dichiarazioni dei clienti, versamenti su conti personali, assegni, ecc.) che corroborino l'ipotesi di appropriazione.
  • La riqualificazione dell'imputazione (es. da truffa a peculato) è ammissibile se la ricostruzione dei fatti è coerente con la contestazione e la motivazione spiega perché la condotta integra una diversa fattispecie riconducibile ai medesimi fatti storici.
  • Per contestare la qualifica soggettiva (incaricato di pubblico servizio) è necessario dimostrare che le mansioni erano esclusivamente esecutive e non comportavano poteri o funzioni rilevanti nell'ambito del servizio pubblico affidato.
  • In sede di impugnazione, la mera evocazione di errori contabili non supera la valutazione probatoria se la sentenza di merito ha fondato la condanna su plurime prove dirette e indirette; va quindi mirato a smontare specifiche acquisizioni di prova (testimonianze, movimenti bancari).

Testo integrale

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