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Sentenza

Sentenza n. 10899/2026 - Roma, Sezione 5T

per l'annullamento a - del provvedimento del 01.10.2025, a firma del responsabile del procedimento, comunicato a mezzo pec in pari data, con il quale l’intimato Ministero ha rigettato l'istanza presentata dalla ricorrente il 10.02.2025 per l’ammissione al finanziamento del Fondo Nuove Competenze (FNC3); b – per quanto di ragione e ove lesivo per la ricorrente, dell’Avviso Pubblico "Fondo Nuove Competenze – Competenze per le innovazioni" emanato in attuazione del D.M. del 10 ottobre 2024; c - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, ancorché non conosciuti;

Giustizia amministrativa202600241

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di ammissione al finanziamento del Fondo Nuove Competenze per irregolarità del DURC

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (impresa beneficiaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, che aveva presentato domanda di ammissione al Fondo Nuove Competenze quando era in possesso di DURC regolare, ha impugnato il successivo provvedimento ministeriale di rigetto fondato su un’irregolarità contributiva INAIL di euro 287,04, relativa a due rate scadute il 16 maggio 2025. La posizione era stata regolarizzata il 5 settembre 2025, prima dell’adozione del diniego del 1° ottobre 2025. Sono stati dedotti: violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990 e dell’art. 10.2 dell’Avviso, per omessa richiesta di integrazioni e omesso preavviso di rigetto; violazione dell’art. 10.2 dell’Avviso e del favor partecipationis, poiché la previsione di integrazione e regolarizzazione avrebbe escluso un rigetto automatico senza valutazione concreta della gravità dell’irregolarità; violazione dell’art. 13.8, lett. f), dell’Avviso e del principio di coerenza dell’azione amministrativa, in quanto l’Avviso contempla meccanismi per evitare l’automatica esclusione anche in caso di irregolarità emerse durante il rapporto; violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, per l’esclusione conseguente a un debito di importo modesto e a un ritardo di soli quattro mesi. Il Ministero ha sostenuto che la regolarizzazione fosse intervenuta oltre il termine di quindici giorni assegnato dall’INAIL.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. Ha rilevato che l’Avviso subordina l’ammissione, l’anticipo e il saldo alla regolarità contributiva in ogni fase del procedimento, ma ha ritenuto illegittimo il DURC irregolare posto a fondamento dell’esclusione. In via incidentale, il Collegio ha interpretato l’art. 3, comma 3, d.m. 30 gennaio 2015 nel senso che la soglia di euro 150 costituisce una presunzione assoluta di non gravità, ma non esclude che anche uno scostamento superiore possa essere concretamente valutato come non grave. L’importo di euro 287,04, considerata la sua modesta entità, la regolarizzazione intervenuta prima del diniego e la condotta contributiva della ricorrente, avrebbe richiesto una specifica valutazione di gravità da parte dell’ente previdenziale. Tale valutazione mancava. La tenue consistenza del debito imponeva inoltre all’amministrazione di attivare la richiesta di integrazione prevista dall’art. 10.2 dell’Avviso, anziché procedere all’esclusione automatica. Il TAR ha sottolineato che si trattava di accesso a finanziamenti rivolti a una platea di aspiranti e non di una gara d’appalto, sicché non ricorrevano le medesime esigenze di rigorosa tutela della par condicio. Le spese sono state compensate per la novità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 88 d.l. 34/2020

    Istituisce il Fondo Nuove Competenze, destinato a finanziare datori di lavoro privati per percorsi di sviluppo delle competenze dei lavoratori.

  • art. 31, comma 8-quater, d.l. 69/2013

    Ai fini dell’ammissione delle imprese di tutti i settori ad agevolazioni oggetto di cofinanziamento europeo finalizzate alla realizzazione di investimenti produttivi, le pubbliche amministrazioni procedenti anche per il tramite di eventuali gestori pubblici o privati dell’intervento interessato sono tenute a verificare, in sede di concessione delle agevolazioni, la regolarità contributiva del beneficiario, acquisendo d’ufficio il documento unico di regolarità contributiva (DURC).

    La verifica della regolarità contributiva è necessaria in sede di concessione delle agevolazioni, ma deve essere svolta secondo i criteri sostanziali di gravità dell’irregolarità.

  • art. 3, comma 3, d.m. 30/01/2015

    La regolarità sussiste, inoltre, in presenza di uno scostamento non grave tra le somme dovute e quelle versate, con riferimento a ciascun Istituto previdenziale ed a ciascuna Cassa edile. Non si considera grave lo scostamento tra le somme dovute e quelle versate con riferimento a ciascuna Gestione nella quale l'omissione si è determinata che risulti pari o inferiore ad Euro 150,00 comprensivi di eventuali accessori di legge.

    La soglia di euro 150 costituisce una presunzione assoluta di non gravità, ma la regola generale consente di qualificare come non grave anche uno scostamento superiore, previa valutazione concreta della sua entità e delle circostanze del caso.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La ricorrente ne ha dedotto la violazione per omesso preavviso di rigetto; la decisione fonda tuttavia l’annullamento principalmente sull’omessa richiesta di integrazione prevista dall’Avviso e sulla mancata valutazione della gravità dell’irregolarità.

  • art. 8, comma 1, c.p.a.

    Consente al giudice amministrativo di conoscere incidentalmente, ai fini della decisione, la questione relativa alla legittimità del DURC posto a fondamento dell’esclusione.

Massime di principio

  • La regolarità contributiva richiesta per l’ammissione a un finanziamento pubblico deve essere verificata secondo il requisito previsto dall’avviso, ma l’amministrazione non può applicare automaticamente l’esclusione senza considerare la concreta gravità dell’irregolarità contributiva.
  • L’art. 3, comma 3, d.m. 30 gennaio 2015 contiene due regole autonome: gli scostamenti pari o inferiori a 150 euro sono non gravi in via presuntiva assoluta; anche gli scostamenti superiori possono tuttavia essere qualificati come non gravi all’esito di una valutazione concreta rimessa all’ente previdenziale.
  • Quando l’irregolarità contributiva è di modesta entità e il beneficiario ha successivamente regolarizzato la propria posizione prima dell’adozione del diniego, l’amministrazione procedente deve acquisire chiarimenti o integrazioni secondo quanto previsto dall’avviso, anziché disporre l’esclusione automatica.
  • Nell’accesso a finanziamenti pubblici destinati a una pluralità di aspiranti, l’esigenza di proporzionalità può impedire l’esclusione automatica per irregolarità contributive manifestamente non gravi, soprattutto quando lo stesso avviso prevede meccanismi di regolarizzazione anche nelle fasi successive all’ammissione.
  • La previsione dell’avviso secondo cui il DURC deve essere regolare in ogni fase del procedimento non esonera l’amministrazione dall’accertare la gravità sostanziale dell’irregolarità e dall’applicare le procedure di integrazione previste dall’avviso.

Come è indicizzato

MaterieBandi di finanziamento e graduatorieTermini del procedimento e silenzioPartecipazione al procedimento
RamiContributi e finanziamenti pubbliciProcedimento amministrativo
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentaleDifetto di motivazione

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