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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46787/2024 del 19/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il GIP di Alessandria ha sollevato conflitto negativo di competenza contro la Corte d'Assise di Napoli sostenendo che il reato più grave (capo V) era stato commesso nel circondario di Napoli. La controversia è sorta dopo che la Corte d'Assise di Napoli, con sentenza del 9 luglio 2024, aveva dichiarato la propria incompetenza in favore dell'autorità di Alessandria e dopo che il Procuratore di Alessandria aveva chiesto e ottenuto la rinnovazione della misura cautelare nei confronti di Antonio Muollo. Il GIP ha ritenuto ammissibile la proposizione del conflitto nonostante l'adozione dell'atto cautelare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il conflitto di competenza insussistente. Ha ritenuto che, in materia cautelare, il GIP possiede una competenza ad acta e che, una volta adottato il provvedimento richiesto (qui la rinnovazione della misura cautelare), il GIP non può proporre conflitto negativo nei confronti di altro giudice. La Corte ha richiamato precedenti giurisprudenziali secondo cui il conflitto negativo richiede una situazione di stallo del procedimento non superabile se non con l'intervento della Corte di legittimità; tale stallo non si verifica quando il pubblico ministero può comunque dare impulso alle indagini. Di conseguenza, gli atti sono stati restituiti al GIP del Tribunale di Alessandria.

Norme richiamate

  • art. 28, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Il conflitto negativo si verifica quando due o più giudici ordinari contemporaneamente ricusano di prendere cognizione dello stesso fatto attribuito alla stessa persona. Tuttavia, tale conflitto richiede uno stallo del procedimento; se un giudice adotta l'atto cautelare richiesto (competenza ad acta), non sussiste lo stallo e non è proponibile il conflitto.

Massime di principio

  • Il conflitto negativo di competenza richiede una situazione di stallo processuale (due o più giudici che rifiutano contemporaneamente di occuparsi del fatto); se il procedimento può comunque proseguire (es. il pubblico ministero può agire), il conflitto è insussistente.
  • Il GIP ha competenza ad acta in materia cautelare: se adotta il provvedimento cautelare sollecitato non può poi proporre conflitto negativo di competenza relativizzato al medesimo fatto.
  • Se si intende contestare la competenza in via definitiva, la contestazione non può essere proposta dal giudice che ha già emesso l'atto cautelare richiesto; eventuali questioni di competenza devono essere sollevate prima dell'adozione dell'atto o con modalità diverse (es. opposizione nelle sedi procedurali appropriate).
  • Il pubblico ministero, ove competente, può sempre dare ulteriore impulso alle indagini e rinnovare misure cautelari; la proposizione di conflitto va valutata tenendo conto della reale paralisi del procedimento e non solo della sovrapposizione delle sedi.

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