Cassazione Penale, Sentenza n. 5036/2023 del 06/02/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente chiedeva il riconoscimento della disciplina del reato continuato tra due distinte sentenze di condanna per truffa (sentenza del 22/06/2020 per fatti commessi ad agosto-settembre 2013 e sentenza del 13/11/2017 per fatti del 6/09/2013). Il Tribunale di Trapani aveva respinto la richiesta ritenendo insufficiente, nonostante la presenza di più indicatori positivi, la prova di un medesimo disegno criminoso, evocando una generica inclinazione al delitto e una scelta di vita del ricorrente volto alla commissione di reati; per il Tribunale la valutazione doveva essere globale e non meramente aritmetica.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, dichiarando la motivazione del Tribunale sostanzialmente apparente e insufficiente: il Tribunale non ha adeguatamente spiegato perché la presenza di numerose condanne escludesse la possibilità di riconoscere la continuazione tra i reati contestati. La Corte ha richiamato i criteri giurisprudenziali per il riconoscimento del reato continuato (unicità del disegno criminoso, indicatori esteriori significativi, omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, modalità operative, programmazione dei reati) e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Trapani per nuovo giudizio e più attenta valutazione e motivazione.
Norme richiamate
Sezioni Unite, n. 28659 del 18/05/2017 (dep. 08/06/2017) - Gargiulo, Rv. 270074
Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 - dep. 08/06/2017, Gargiulo, Rv. 270074
Il riconoscimento della continuazione richiede, anche in sede di esecuzione, una verifica approfondita di concreti indicatori: omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, singole causali, modalità della condotta, sistematicità e abitudini programmate di vita, e la prova che al momento del primo reato i successivi fossero programmati almeno nelle linee essenziali; non è sufficiente valorizzare solo alcuni indicatori se i successivi reati risultano determinazioni estemporanee.
Disciplina del reato continuato (giurisprudenza e principi generali)
L'unicità del disegno criminoso presuppone un'anticipata ed unitaria ideazione delle plurime violazioni, rilevabile mediante indici esteriori significativi. La mera propensione del soggetto alla commissione di reati o la presenza di ulteriori condanne non esclude di per sé il riconoscimento della continuazione; il giudice deve fornire motivazione concreta e comparativa sugli elementi che comprovano o escludono la preventiva programmazione.
Massime di principio
- Per ottenere il riconoscimento del reato continuato è necessario dimostrare, con elementi concreti e motivazione adeguata, l'esistenza di un disegno criminoso unitario già presente nella mente dell'agente al momento del primo fatto.
- I criteri principali da considerare sono: omogeneità delle fattispecie e del bene giuridico protetto, contiguità spazio-temporale, analogia delle modalità operative, finalità comuni, e la prevedibilità/plausibilità che i reati successivi fossero già pianificati.
- La presenza di plurime condanne o di una inclinazione a delinquere non vale automaticamente a escludere la continuazione; tali elementi devono essere valutati criticamente e motivati dal giudice.
- In sede esecutiva si applicano gli stessi parametri sostanziali del processo di cognizione: il giudice dell'esecuzione deve compiere una valutazione approfondita e non meramente formale o aritmetica degli indici di continuazione.
- Se il giudice nega la continuazione deve spiegare concretamente perché, non limitandosi a formule generiche (es. 'scelta di vita criminale' o 'propensione al delitto'), indicando quali elementi specifici escludono la preventiva programmazione dei reati.
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