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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29697/2022 del 25/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP del Tribunale di Benevento per plurimi episodi di spaccio (art. 73 d.P.R. 309/1990). Il ricorrente denunciava violazione di legge e difetto assoluto di motivazione in relazione agli artt. 274, 275 c.p.p. e 125 comma 3 c.p.p., contestando che l'ordinanza non avesse dimostrato un pericolo concreto e attuale di reiterazione: i fatti sarebbero risalenti, le quantità minime, l'organizzazione rudimentale, l'imputato sarebbe assuntore e si sarebbe trasferito stabilmente in Sicilia dove cerca lavoro e percepisce reddito di cittadinanza; inoltre la compagna si era resa disponibile ad ospitarlo agli arresti domiciliari.

La decisione

La Corte ha ritenuto il motivo parzialmente fondato. Ha confermato che dal compendio probatorio (anche intercettazioni) emerge un'attività strutturata di traffico e la partecipazione organizzata dell'imputato, idonea a sostenere la valutazione indiziaria della misura. Tuttavia ha censurato la motivazione sul rischio di commissione di futuri reati perché il Tribunale del riesame non ha adeguatamente valutato e contrastato le specifiche obiezioni difensive, in particolare il trasferimento in Sicilia e il mutamento del contesto socio-ambientale che potevano incidere sull'attualità del pericolo. Perciò l'ordinanza impugnata è annullata e il procedimento è rinviato al Tribunale di Napoli per nuovo esame; la misura custodiale resta in atto nel frattempo e la cancelleria deve eseguire gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disposizioni attuative c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Il requisito dell'attualità del pericolo non equivale all'imminenza di specifiche occasioni di recidiva; richiede una valutazione prognostica sulla possibilità di reiterazione, fondata su analisi della condotta, personalità e contesto socio-ambientale

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Richiamato come parametro delle esigenze cautelari e del necessario grado motivazionale delle decisioni cautelari

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Invocato dalla difesa in tema di obbligo di motivazione delle decisioni che incidono su libertà personale; la Corte richiede motivazione effettiva e risposta alle censure difensive

  • art. 73, comma 1, d.P.R. 309/1990

    Norma sostanziale che disciplina i reati di cui è accusato l'imputato (spaccio/traffico di stupefacenti), rilevante ai fini della sussistenza degli indizi

  • art. 23, commi 8 e 9, d.l. n. 137/2020

    Ha consentito il trattamento del ricorso senza l'intervento delle parti; la Corte ha proceduto in camera di consiglio senza udienza delle parti

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Stabilisce gli adempimenti della cancelleria in caso di permanenza della custodia cautelare dopo annullamento: obbligo di comunicazioni e adempimenti procedurali

  • art. 309, comma 7, cod. proc. pen.

    Indica la competenza per il nuovo esame; la Corte ha rinviato il procedimento al Tribunale di Napoli secondo tale norma

Massime di principio

  • La sussistenza di indizi gravi e di un'attività criminale strutturata può giustificare la custodia cautelare, ma non basta da sola se il giudice non risponde alle specifiche censure difensive sulla attualità del pericolo
  • Per l'attualità del pericolo il giudice deve svolgere una valutazione prognostica che consideri modalità della condotta, personalità dell'indagato e contesto socio-ambientale; tale valutazione deve essere più approfondita quanto maggiore è la distanza temporale dai fatti
  • Il trasferimento o cambiamento stabile del contesto abitativo dell'imputato (es. trasferimento in altra regione non limitrofa) è elemento idoneo a ridurre la concretezza del pericolo e deve essere esplicitamente valutato dal giudice
  • La motivazione dell'ordinanza di riesame deve replicare puntualmente alle argomentazioni della difesa; omissioni in tal senso possono determinare l'annullamento del provvedimento
  • Il livello probatorio richiesto per la previsione del rischio di reiterazione è quello della probabilità (non della mera possibilità) e deve poggiare su elementi concreti e non congetturali
  • Anche se un provvedimento viene annullato, la misura può rimanere in vigore fino al nuovo esame; la cancelleria è tenuta ad adempiere agli obblighi procedurali di comunicazione previsti dalla legge

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