Cassazione Penale, Sentenza n. 17381/2023 del 26/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza dell'8/9/2022 che aveva confermato il sequestro preventivo disposto dal GIP il 20/6/2022 per il reato continuato di truffa aggravata (art. 640, comma 2, n.1 c.p.). Il ricorrente contestava: (i) la carenza e l'illogicità della motivazione circa il fumus commissi delicti, sostenendo che documentazione difensiva dimostrante la vendita di 180 autovetture escludeva la fittizietà dell'attività della societa' Friend's Car Autonoleggi s.r.l.; (ii) l'omessa valutazione dell'effettivo fatturato passivo, della corrispondenza tra vetture acquistate e rivendute e dell'ampio lasso temporale tra acquisto e rivendita; (iii) la mancata dimostrazione del ruolo di amministratore di fatto di Puglisi nella Friend's Car e l'apodittica affermazione della commistione con Puglisi Autosalone s.r.l.; (iv) l'illegittimità del sequestro per equivalente nei confronti di somme sui conti correnti (intestate al ricorrente e alla Puglisi Autosalone srl) per mancanza di adeguata motivazione e di nesso concreto tra beni sequestrati e profitto del reato, nonché l'assenza del periculum in mora.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi proposti non fossero idonei a denunciare violazioni di legge ma consistessero in una diversa valutazione dei fatti gia' compiuta dai giudici di merito (ricostruzione alternativa priva di specificita'). Il giudice di legittimità ha richiamato il principio secondo cui il vizio di motivazione integra violazione di legge solo se la motivazione e' completamente assente o manifestamente incomprensibile; nel caso di specie la motivazione del Tribunale e' stata ritenuta coerente, completa e logica: il fumus e il periculum sono stati adeguatamente motivati in base agli elementi investigativi (intestazioni fittizie di molte autovetture, mancati adempimenti fiscali e assicurativi, rinvenimento di documentazione contabile, utenze in comune, presenza di vetture Friend's Car nei locali di Puglisi Autosalone). Quanto al sequestro per equivalente, la Corte ha confermato l'applicazione degli artt. 640-quater e 322-ter cod. pen. e il principio che per il sequestro ex art. 322-ter non occorre provare un nesso di pertinenzialita' specifico, essendo sufficiente che i beni nella disponibilita' dell'indagato abbiano un valore corrispondente al profitto del reato. Per l'inammissibilita' del ricorso e per profili di colpa il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese e ad una somma di euro 3.000 a titolo di ammenda (art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 640, comma 2, n. 1 cod. pen.
reato continuato di truffa aggravata
La Corte prende atto che il fumus commissi delicti e' stato ritenuto dai giudici di merito sulla base di indizi relativi a intestazioni fittizie, omissioni fiscali e uso della societa' come schermo per ottenere vantaggi fiscali
art. 324 cod. proc. pen.
ordinanze in materia di sequestro preventivo
Il ricorso per cassazione avverso ordinanze ex art. 324 e' ammesso solo per violazione di legge (error in iudicando o in procedendo); non e' consentito un sindacato esteso di merito sulle valutazioni indiziarie
art. 322-ter cod. pen.
sequestro per equivalente / confisca del profitto del reato
Per il sequestro ex art. 322-ter non e' richiesta la prova di un nesso di pertinenzialita' puntuale tra il denaro sequestrato e il fatto criminoso in considerazione della natura fungibile del denaro; e' sufficiente che il valore dei beni corrisponda al profitto del reato
art. 640-quater cod. pen.
Il profitto del reato include ogni utilita' anche indiretta e mediata derivante dall'attivita' criminosa; la quantificazione puo' giustificare il sequestro per equivalente
art. 616 cod. proc. pen.
condanna per inammissibilita'
In caso di inammissibilita' del ricorso puo' essere disposta la condanna alle spese e, se sussistono profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilita', il pagamento di una somma alla cassa delle ammende
Massime di principio
- Avverso ordinanze di sequestro preventive la Corte di Cassazione valuta solo questioni di diritto: non e' ammesso rinnovare in sede di legittimita' una rivalutazione di merito degli elementi indiziari
- La carenza di motivazione costituisce vizio denunciabile in Cassazione solo se la motivazione e' del tutto assente o del tutto priva dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza
- Il giudice del riesame non e' tenuto a confutare espressamente tutte le deduzioni difensive; e' sufficiente una motivazione complessiva che renda chiaro il percorso logico e renda incompatibili con la decisione le deduzioni non espressamente menzionate
- Per il sequestro per equivalente ex art. 322-ter non e' necessaria la prova di un collegamento materiale diretto tra i singoli beni sequestrati e il reato: il denaro e' considerato fungibile e conta la corrispondenza di valore con il profitto del reato
- Per contrastare efficacemente un sequestro preventivo di natura reale occorre dimostrare, con specificita' e non con mere ricostruzioni alternative, l'assenza del fumus o del periculum, ovvero l'insussistenza di elementi concreti posti a base della misura (es. assenza di commistione societaria, documentazione che provi la legittima titolarita' e la reale gestione delle operazioni commerciali)
- Segni di commistione societaria (documenti contabili rinvenuti in sedi comuni, utenze telefoniche condivise, presenza fisica di beni dell'una nell'altra sede) possono essere ritenuti indizi idonei a provare l'esistenza di una societa' schermo e il ruolo di fatto dell'amministratore
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