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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5977/2023 del 13/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto i motivi fondati e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla pronuncia di condanna per il reato di bancarotta fraudolenta documentale, disponendo il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Torino. Restano ferme le altre parti della decisione (in particolare l'assoluzione per bancarotta fraudolenta distrattiva resa in sede d'appello).

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava vizi di motivazione della Corte d'appello nella conferma della condanna per bancarotta fraudolenta documentale. In particolare si censurava: la contraddittorietà e l'incompletezza della motivazione riguardo all'elemento soggettivo (dolo), l'uso incoerente delle dichiarazioni della teste Elda Rolando (valutata inattendibile per la bancarotta distrattiva ma richiamata per quella documentale), l'impiego di argomentazioni che evocano negligenza (es. il termine "maldestramente") anziché dolo specifico, e l'omessa valutazione della possibile riqualificazione del fatto in bancarotta semplice.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limita l'ammissibilità e l'oggetto dei motivi di ricorso in Cassazione; il ricorso è stato esaminato nei limiti fissati da tale disposizione

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con l. 18/12/2020, n. 176

    Norma relativa alle disposizioni processuali in materia di organizzazione delle udienze e trasmissione degli atti (contestualizzata dalla pandemia); in base a questa è stata trasmessa la conclusione scritta del Sostituto Procuratore generale

Massime di principio

  • La Corte d'appello deve fornire motivazioni chiare e non contraddittorie quando afferma il dolo: richiamare parti di motivazione di grado inferiore senza un percorso argomentativo proprio non è sufficiente.
  • L'inattendibilità parziale di una teste non può essere invocata in senso selettivo: se si discreditano dichiarazioni su un punto decisivo, il giudice deve spiegare razionalmente perché le stesse dichiarazioni restano utilizzabili per altri profili rilevanti.
  • Espressioni che denotano negligenza (es. "maldestramente") non possono sostituire la prova del dolo specifico richiesto per reati che prevedono intenzionalità; il giudice deve dimostrare come gli elementi probatori dimostrino volontà di sottrarre o distruggere scritture contabili.
  • Se la valutazione sull'elemento soggettivo è carente o contraddittoria, la Cassazione tende ad annullare la condanna e a rinviare per un nuovo esame, piuttosto che procedere a una decisione di merito definitiva.
  • Il tema della possibile riqualificazione della fattispecie (es. da bancarotta fraudolenta a bancarotta semplice) deve essere affrontato espressamente nel giudizio, con valutazione dell'elemento soggettivo; la sua omissione può costituire vizio motivazionale.
  • In situazioni analoghe, difesa e giudice devono cercare coerenza nella valutazione delle fonti probatorie e fornire un percorso logico che colleghi fatti, modalità di condotta ed elemento psicologico per reggere una condanna per reati fallimentari complessi.

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