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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15542/2023 del 01/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

La controversia nasce da avvisi di pagamento e da un atto di irrogazione di sanzioni con cui l’Amministrazione doganale contestava la cessione di carburante in esenzione di accise a favore di una motonave oggetto di noleggio, ritenendo che l’unità fosse da diporto e che non avesse lasciato il porto entro 8 ore dal rifornimento, con conseguente recupero delle imposte. Le società contribuente avevano impugnato gli atti e ottenuto accoglimento in primo e secondo grado, anche per decadenza dell’azione accertativa in relazione ad alcuni atti e per l’applicazione dell’art. 254 T.U.L.D. alle unità commerciali. In cassazione l’Agenzia deduceva: 1) violazione dell’art. 254 TULD in combinato disposto con il d.lgs. n. 171 del 2005 e con la l. n. 60 del 1971, sostenendo che il natante, pur noleggiato, dovesse comunque qualificarsi da diporto e non potesse beneficiare dell’agevolazione se non con partenza entro 8 ore; 2) violazione dell’art. 112 c.p.c. per omessa pronuncia sul motivo d’appello relativo alla decadenza del potere accertativo e, in subordine, sulla mancata eccezione di prescrizione/decadenza da parte di una delle società. Le resistenti proponevano anche ricorsi incidentali per omessa pronuncia su eccezioni di carenza di legittimazione passiva e di illegittimità delle sanzioni ex art. 17 d.lgs. n. 472 del 1997.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso principale dell’Agenzia: il primo motivo è infondato perché, richiamando un precedente tra le stesse parti, ribadisce che le navi destinate al trasporto si presumono commerciali/mercantili e possono fruire del regime doganale agevolato previsto per le provviste di bordo; la destinazione commerciale può desumersi anche dal noleggio e dal relativo assetto contrattuale, salvo prova di simulazione fraudolenta. Il secondo motivo è dichiarato inammissibile per difetto di specificità, poiché non sono trascritti né localizzati gli atti e le domande richiamate, ed è comunque ritenuto infondato in quanto la pronuncia sul merito implica rigetto anche sulla questione della decadenza. Quanto ai ricorsi incidentali, la Corte li dichiara inammissibili perché proposti da parti rimaste vittoriose in appello su questioni non decise o assorbite, in difetto di soccombenza e di interesse processuale. Le spese sono compensate, in ragione del precedente della Corte intervenuto tra le stesse parti.

Norme richiamate

  • art. 254 d.P.R. n. 43 del 1973 (T.U.L.D.)

    Per le provviste di bordo sulle navi in partenza opera un regime di non immissione in consumo; la disciplina agevolata si applica alle navi commerciali e, per le navi da diporto, solo al ricorrere delle condizioni previste dal comma 2. Il noleggio e l’assetto contrattuale possono far ritenere l’unità commerciale.

  • art. 245 d.P.R. n. 43 del 1973 (T.U.L.D.)

    I beni costituenti provviste di bordo sulle navi in partenza si considerano usciti in transito o riesportazione se esteri, ovvero in esportazione definitiva se nazionali o nazionalizzati.

  • artt. 2, comma 1, e 4 del d.lgs. n. 171 del 2005

    Richiamati dall’Agenzia per sostenere che l’unità dovesse considerarsi da diporto; la Corte non accoglie tale lettura.

  • art. 1 l. n. 60 del 1971

    Richiamato dall’Agenzia nel medesimo quadro normativo sulla qualificazione dell’unità navale.

  • art. 112 c.p.c.

    La censura di omessa pronuncia è inammissibile se non vengono specificamente trascritti e localizzati gli atti o le domande; inoltre, la pronuncia sul merito può implicare rigetto della questione pregiudiziale o assorbita.

  • art. 17 d.lgs. n. 472 del 1997

    Richiamato nei ricorsi incidentali per contestare la legittimità degli atti sanzionatori, ma le censure sono dichiarate inammissibili per difetto di interesse/soccombenza.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Il Collegio dà atto dei presupposti processuali per il versamento dell’ulteriore contributo unificato, secondo il meccanismo previsto dalla norma.

Massime di principio

  • In materia di provviste di bordo e agevolazioni doganali, l’unità navale destinata al trasporto o comunque adibita a un’attività commerciale non va assimilata alla navigazione da diporto solo perché oggetto di noleggio; la qualificazione può desumersi dall’assetto concreto del rapporto e dalla destinazione economica del bene.
  • Il regime agevolato previsto per le navi commerciali non richiede la verifica delle caratteristiche dimensionali o della lista passeggeri quando la funzione commerciale dell’unità risulti già dal titolo e dalla destinazione del trasporto; resta ferma la rilevanza della prova di eventuale simulazione fraudolenta.
  • Il motivo di ricorso per omessa pronuncia ex art. 112 c.p.c. è inammissibile se il ricorrente non trascrive il contenuto delle domande o eccezioni dedotte nei gradi di merito e non ne consente la localizzazione negli atti processuali.
  • La parte integralmente vittoriosa in appello non ha interesse a proporre ricorso incidentale su questioni non decise o ritenute assorbite, potendo al più riproporle davanti al giudice di rinvio in caso di cassazione della sentenza.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioImpreseImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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