Cassazione Penale, Sentenza n. 47336/2023 del 24/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente, come terza interessata proprietaria formale del compendio aziendale sequestrato, impugna per cassazione l'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo. Con il primo motivo deduce violazione degli artt. 606, co.1, lett. b) ed e) c.p.p., in relazione agli artt. 240-bis c.p. e 321 c.p.p., contestando la sussistenza del fumus commissi delicti e sostenendo la legittima titolarita' e l'effettiva acquisizione degli automezzi (con scrittura privata e bonifici), nonche' la reale gestione della societa' da parte sua; contesta la qualifica di intestazione fittizia e produce documentazione bancaria e fatture. Con il secondo motivo censura la motivazione in ordine al periculum in mora, sostenendo l'assenza di adeguata motivazione circa la necessita' di anticipare gli effetti della confisca, dato che la societa' ha continuato ad operare senza alienare i beni e vi sono spiegazioni operative (dipendenti, comodato con Euroservice, ecc.).
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che: a) il ricorso per cassazione, limitato alle ipotesi di violazione di legge o di vizi motivazionali assoluti, non puo' essere usato per ribaltare la valutazione probatoria del giudice del riesame; b) la ricorrente, quale terzo non indagato, puo' contestare solo titolarita' effettiva dei beni o interposizione, non la configurabilita' del reato in termini generali; c) il tribunale del riesame ha fornito motivazione dettagliata e non meramente apparente circa il fumus commissi delicti (deleghe sui conti, trasferimento di beni, conversazioni intercettate, incongruenze reddituali, bonifici) e circa il periculum in mora, fondato sulle condotte evasive degli indagati e sul concreto rischio di ulteriori iniziative elusive. Per tali ragioni i motivi sono stati ritenuti inammissibili (primo: riproposizione di diversa lettura degli elementi; secondo: aspecifico). La ricorrente e' stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
Limita la materia di legittimita' ai vizi di diritto e ai vizi motivazionali assoluti; non consente di rimettere in cassazione una rivalutazione degli elementi probatori salvo che si tratti di violazione di legge o carenza assoluta della motivazione
art. 240-bis, cod. pen.
Norma oggetto di richiamo dalla difesa in relazione alla qualificazione di reato contestato; tuttavia la terza interessata non puo' entrare nel merito della configurabilita' del reato salvo per gli aspetti che riguardano direttamente la titolarita' dei beni
art. 321, cod. proc. pen.
Riferito dalla difesa in rapporto alle attivita' esecutive e di sequestro; la Corte non ha ritenuto che vi fosse violazione riferibile a questa norma emersa nell'impugnazione
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
Richiamato in tema di possibilita' di ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari: il ricorso e' ammesso solo per specifiche ipotesi di violazione di legge
art. 616, cod. proc. pen.
Norma applicata per la condanna alle spese e per l'irrogazione della sanzione pecuniaria (Cassa delle ammende) in caso di ricorso inammissibile con profili di colpa
Giurisprudenza delle Sezioni Unite (es. sent. n. 5876 del 28/01/2004 e altre richiamate)
Richiama il principio consolidato che la cassazione non e' luogo per riconsiderare il merito probatorio o proporre una diversa lettura degli elementi quando la motivazione del giudice non presenti vizi assoluti di carenza o manifesta illogicita'
Massime di principio
- Il terzo formale proprietario di beni sottoposti a sequestro preventivo puo' impugnare, ma la sua impugnazione e' limitata a questioni di titolarita' effettiva, interposizione o legittima acquisizione; non puo' trasformare il ricorso in un riesame probatorio della configurazione del reato
- In cassazione contro provvedimenti cautelari reali e' ammessa sindacabilita' soltanto per violazione di legge o per vizi motivazionali assoluti (mancanza totale di motivazione o motivazione priva dei requisiti minimi di coerenza e completezza), non per divergenze interpretative sui fatti
- Quando si contesta il fumus commissi delicti occorre fornire elementi specifici e pertinenti che smentiscano in modo diretto le conclusioni probatorie del giudice (es. documentazione bancaria che dimostri la reale provenienza e la temporaneita' dei pagamenti), non generiche affermazioni alternative
- Le esigenze cautelari e il periculum in mora devono essere esplicitamente motivate dal giudice, ma la censura sull'insufficienza della motivazione deve essere specifica: non basta dire che manca il pericolo, bisogna indicare fatti concreti che dimostrino l'assenza di rischio di dispersione, occultamento o alienazione
- Le intercettazioni, le deleghe operative sui conti e i trasferimenti sistematici di beni tra imprese connesse sono elementi rilevanti per ricavare una intestazione fittizia e giustificare il sequestro; il terzo che invoca la legittimita' dell'acquisto deve controprodurre prove chiare e coerenti con la tempistica bancaria
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