Sentenza n. 2361/2026 - Catania, Sezione 5
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-diniego sull’istanza di accesso ai titoli edilizi, paesaggistici e strutturali relativi all’immobile dei proprietari confinanti
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria confinante)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente, dopo aver constatato l’avvio di lavori edilizi sul fondo limitrofo e la possibile realizzazione di finestre, affacci e vedute prospicienti la propria proprietà, aveva diffidato il vicino e presentato al Comune un’istanza di accesso e rilascio di copia dei titoli edilizi, paesaggistici e strutturali relativi al fabbricato confinante. L’accesso era richiesto per verificare lo stato legittimo dell’immobile, la conformità delle opere alle previsioni urbanistiche e la tutela dei propri diritti di proprietà e interessi legittimi. Il Comune non si pronunciava entro il termine di trenta giorni previsto dall’art. 25, comma 4, l. n. 241/1990, formando il silenzio-diniego. La ricorrente ne chiedeva l’annullamento, l’accertamento del diritto di accesso e la condanna dell’amministrazione all’esibizione e al rilascio di copia della documentazione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto incontestate le circostanze dedotte dalla ricorrente, poiché il Comune, non costituitosi, non aveva fornito una diversa ricostruzione dei fatti. Il silenzio-diniego è stato dichiarato illegittimo perché la proprietaria del fondo confinante possiede, in ragione della vicinitas, un interesse diretto, concreto e attuale a conoscere gli atti del procedimento abilitativo relativo alle opere del vicino. Tale interesse è qualificato e differenziato, non meramente emulativo né diretto a un controllo generalizzato dell’azione amministrativa, ed è sufficiente a legittimare l’accesso ai sensi dell’art. 22 l. n. 241/1990. Il giudice ha inoltre richiamato il rilievo dell’accesso ai fini di una futura tutela giurisdizionale, precisando che il vicino deve attivarsi prontamente quando l’attività edilizia appaia illegittima e che il tardivo accesso non è idoneo a procrastinare il termine per impugnare il titolo edilizio. Il Comune è stato ordinato a rilasciare o esibire la documentazione entro trenta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Le spese, liquidate in 1.000 euro oltre accessori, sono state poste a carico dell’amministrazione.
Norme richiamate
art. 25, comma 4, l. 7 agosto 1990, n. 241
Il termine di trenta giorni
Il mancato riscontro dell’amministrazione entro trenta giorni determina il silenzio-diniego sull’istanza di accesso.
art. 22 l. 7 agosto 1990, n. 241
interesse diretto, concreto e attuale
La vicinitas del proprietario rispetto all’immobile oggetto di interventi edilizi integra un interesse qualificato e differenziato, sufficiente a legittimare l’accesso agli atti abilitativi del vicino.
Massime di principio
- Il proprietario di un fondo confinante con quello interessato da nuove opere edilizie, in virtù della vicinitas, ha un interesse diretto, concreto e attuale ad accedere agli atti dei procedimenti edilizio, paesaggistico e strutturale relativi all’immobile del vicino, quando intenda verificare la legittimità del titolo e la conformità delle opere alle previsioni urbanistiche.
- L’interesse del vicino all’accesso agli atti edilizi non costituisce controllo generalizzato sull’attività amministrativa né interesse meramente emulativo, se è funzionale alla tutela di proprie situazioni giuridiche potenzialmente incise dalle opere realizzate sul fondo confinante.
- Quando l’attività edilizia del confinante appaia immediatamente illegittima, il vicino deve attivarsi prontamente mediante l’accesso agli atti; il tardivo esercizio dell’accesso non è idoneo a procrastinare il termine per l’impugnazione del titolo edilizio, in quanto contrario alla stabilità dei rapporti giuridici e all’affidamento del titolare dell’autorizzazione.
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