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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17086/2023 del 21/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di legittimità ha rilevato che la querela è stata rimessa e la rimessione è stata accettata; perciò ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato si è estinto per remissione di querela. Ha inoltre condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Trieste del 28/03/2022 che aveva confermato la condanna del Tribunale di Pordenone del 02/10/2019 per il reato di danneggiamento. In sede di ricorso è stata depositata una memoria contenente la remissione della querela da parte della persona offesa.

Massime di principio

  • La remissione della querela, se validamente effettuata e recepita dal giudice, estingue il reato perseguibile a querela di parte anche se è già intervenuta una sentenza di condanna in grado di appello, e giustifica l'annullamento della sentenza per estinzione del reato.
  • La Corte può annullare senza rinvio quando l'estinzione del reato è sopravvenuta e rende inutile un nuovo esame del merito; in tali casi il processo si interrompe per estinzione del fatto.
  • La remissione della querela deve essere effettiva e accettata: occorre che la volontà della persona offesa sia manifestata e non revocata e che non sussistano vizi formali che ne inficino la validità.
  • La remissione riguarda solo i reati procedibili a querela di parte; non incide sui reati perseguibili d'ufficio o su profili di responsabilità non coperti dalla querela.
  • L'estinzione del reato non impedisce la statuizione sulle spese processuali: il giudice può comunque condannare l'imputato al pagamento delle spese sostenute.
  • Per chi si trovi nella stessa situazione, è opportuno depositare tempestivamente e documentalmente la remissione e verificarne la regolarità formale per ottenere l'effetto estintivo.
  • La remissione sopravvenuta prima della pronuncia definitiva in Cassazione può determinare l'annullamento della sentenza anche quando il grado di giudizio impugnato aveva già confermato la condanna.

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