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Sentenza

Sentenza n. 2674/2026 - Milano, Sezione 3

per l’ottemperanza al decreto ingiuntivo del Giudice di Pace di Milano n. 13967/2025 del 30/05/2025, passato in giudicato e dichiarato esecutivo;

Giustizia amministrativa202600979

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inottemperanza al decreto ingiuntivo del Giudice di Pace di Milano, passato in giudicato e dichiarato esecutivo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione di un decreto ingiuntivo non opposto, munito di formula esecutiva e ritualmente notificato, con il quale il Comune era stato condannato al pagamento di euro 4.098,36 a titolo di capitale, degli interessi moratori previsti dal d.lgs. n. 231/2002 dalla scadenza delle fatture al saldo e delle spese del procedimento monitorio, liquidate in euro 780 oltre accessori di legge. Il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997, era decorso senza che il Comune effettuasse pagamenti, neppure parziali. Il credito non risultava contestato né nell’an né nel quantum.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l’inottemperanza del Comune al decreto ingiuntivo. Ha ordinato all’amministrazione di effettuare integralmente i pagamenti dovuti entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l’eventuale ulteriore inadempimento, ha nominato sin d’ora commissario ad acta il Prefetto di Caltanissetta, con facoltà di delega a un dirigente o funzionario del medesimo ufficio, attribuendogli il compito di provvedere al pagamento entro ulteriori 60 giorni dalla comunicazione dell’inottemperanza. Le attività commissariali sono poste a carico e spese dell’amministrazione inadempiente, previa detrazione delle somme eventualmente già pagate. Il compenso del commissario sarà determinato e liquidato successivamente ai sensi del d.P.R. n. 115/2002. Il Comune è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.000 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento

    Il decorso del termine dilatorio per l’adempimento dei debiti pecuniari delle amministrazioni consente di accertare l’inottemperanza quando il titolo esecutivo non sia stato adempiuto.

  • d.lgs. n. 231/2002

    interessi di mora dalla scadenza delle fatture al saldo

    Gli interessi moratori previsti dal decreto ingiuntivo concorrono a determinare il debito da corrispondere in sede di ottemperanza.

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Il compenso del commissario ad acta sarà determinato e liquidato successivamente secondo la disciplina richiamata.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è accoglibile quando un titolo giudiziale passato in giudicato, ritualmente notificato e dichiarato esecutivo non sia stato adempiuto dall’amministrazione dopo il decorso del termine dilatorio previsto dalla legge.
  • L’assenza di pagamenti, anche parziali, da parte dell’amministrazione e la mancata contestazione del credito nell’an e nel quantum consentono al giudice dell’ottemperanza di ordinare il pagamento integrale delle somme dovute secondo il titolo esecutivo.
  • In caso di perdurante inerzia dell’amministrazione oltre il termine assegnato dal giudice, è possibile nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, attribuendogli il potere di compiere gli atti necessari all’esecuzione e ponendo i relativi costi a carico dell’amministrazione inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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