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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 413/2023 del 10/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Imputazione di violazione dell'art. 10-bis d.lgs. n. 286/1998; ricorso con due motivi: (1) dedotta abrogazione dell'art. 10-bis per effetto diretto della legge 28 aprile 2014, n. 67; (2) censura per inosservanza del combinato disposto degli artt. 34, comma 3, d.lgs. n. 274/2000 e 10-bis d.lgs. n. 286/1998, per avere il Giudice di pace escluso in via astratta e senza valutazione concreta l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 34 d.lgs. n. 274/2000.

La decisione

Il ricorso è stato parzialmente accolto. Primo motivo: dichiarato inammissibile e manifestamente infondato (la contravvenzione di cui all'art. 10-bis non è stata abrogata direttamente dalla legge 67/2014, che ha solo conferito delega per la depenalizzazione). Secondo motivo: accolto perché la motivazione del Giudice di pace, nel rigettare l'applicazione dell'art. 34 per la particolare tenuità, non è congrua; la Corte ha annullato la sentenza nella parte relativa alla causa di non punibilità e ha rinviato al Giudice di pace di Acqui Terme, in diversa persona fisica, per nuovo giudizio sulla applicabilità dell'art. 34. La condanna per l'art. 10-bis non è stata automaticamente annullata: la questione della non punibilità dovrà essere valutata nuovamente dal giudice di rinvio.

Norme richiamate

  • art. 10-bis d.lgs. n. 286 del 1998

    La contravvenzione che punisce l'ingresso e il soggiorno illegale nello Stato resta operativa: non è stata abrogata per effetto diretto dalla legge n. 67/2014, la quale ha solo attribuito al Governo una delega per la eventuale depenalizzazione; fino all'emanazione dei decreti delegati la fattispecie rimane penale.

  • legge 28 aprile 2014, n. 67

    Atto che ha conferito delega al Governo per la depenalizzazione di alcune fattispecie; non produce effetto abrogativo diretto dell'art. 10-bis senza i decreti delegati.

  • art. 34 d.lgs. n. 274 del 2000

    Prevede la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la norma si applica ai reati indicati nell'allegato 4 del decreto e può valere anche per la contravvenzione di cui all'art. 10-bis quando sussistono le condizioni di marginalità e tenuità del fatto; l'applicabilità va valutata concretamente dal giudice.

  • Corte Costituzionale, sent. n. 250 del 2010

    Rilevato che, con riferimento alle ipotesi a carattere marginale, l'attribuzione della competenza al giudice di pace rende operativo l'istituto dell'esclusione della procedibilità per particolare tenuità (art. 34 d.lgs. n. 274/2000), dunque la tenuità può sottrarre dalla pena le irregolarità di minore rilievo.

  • Cass. Sez. 1, n. 44977 del 19/09/2014

    Giurisprudenza della Corte di cassazione secondo cui l'art. 10-bis non si considera abrogato direttamente dalla legge n. 67/2014 in assenza di decreti delegati.

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137 del 2020

    Norma procedurale che ha consentito la trattazione del processo con contraddittorio scritto in assenza di richiesta di discussione orale.

Massime di principio

  • La mera esistenza di una legge che delega al Governo la depenalizzazione non determina l'abrogazione automatica della norma penale: occorre verificare l'emanazione degli eventuali decreti delegati.
  • L'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 34 d.lgs. n. 274/2000) alle contravvenzioni deve essere valutata concretamente dal giudice e non può essere esclusa in via meramente astratta; la motivazione del rigetto deve essere congrua e specifica.
  • Quando la competenza è del giudice di pace, tale scelta rende più agevole l'applicazione dell'istituto della tenuità per le ipotesi marginali, ma resta necessario un esame caso per caso della marginalità e degli elementi concreti della condotta.
  • Se il giudice di merito non si pronuncia adeguatamente sulla possibile causa di non punibilità per particolare tenuità, la sentenza può essere annullata con rinvio per nuovo esame.
  • La difesa deve articolare e documentare la richiesta di applicazione dell'art. 34 (elementi oggettivi e soggettivi della marginalità) e il pubblico ministero o il giudice possono sollevare rilievi se la motivazione è insufficiente.

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