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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32599/2024 del 14/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame di Sondrio che aveva confermato il sequestro preventivo, diretto e per equivalente, per ingenti somme nei loro confronti in relazione a molteplici delitti fiscali e fallimentari (artt. del D.Lvo 74/2000, bancarotta, riciclaggio/autoriciclaggio, reati contro la pubblica amministrazione, ecc.). I motivi di ricorso erano quattro: (1) omessa notificazione del decreto di fissazione dell'udienza camerale al co-difensore avv. Manuela Ghezza (rif. artt. 127, 180, 185 c.p.p.); (2) errata determinazione della competenza territoriale per il reato più grave (contestazione sulla qualificazione come "autoriciclaggio" versus "riciclaggio" e possibile competenza del Tribunale di Brescia per le vicende fallimentari); (3) carenza di motivazione sul fumus commissi delicti e sul periculum in mora rispetto al provvedimento di sequestro; (4) eccesso di sequestro nei confronti di Vener con richiamo alla giurisprudenza sulla riduzione della garanzia e sui limiti del riesame in presenza di sequestro 'ictu oculi' sproporzionato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso relativo all'omessa notifica dell'udienza al co-difensore avv. Manuela Ghezza, ritenendo che la nomina della stessa risultava dagli atti e che l'eccezione sollevata in udienza dall'avv. Perillo non era stata correttamente valutata dal Tribunale del riesame; tale violazione ha determinato una nullità a regime intermedio non sanata. Gli altri motivi sono stati ritenuti assorbiti dalla fondatezza del primo. Di conseguenza la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato gli atti al Tribunale del riesame di Sondrio per un nuovo giudizio, precisando la competenza ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p. (sentenza a motivazione semplificata).

Norme richiamate

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Norma richiamata nei motivi per la corretta notificazione degli atti e la tutela del diritto di difesa; la Corte ha ritenuto che l'omessa comunicazione al co-difensore costituisca una nullità rilevante.

  • artt. 180, 185 cod. proc. pen.

    Richiamati con riferimento alle modalità di notifica e alla partecipazione dei difensori all'udienza camerale; la mancata notifica a uno dei difensori determina nullità intermedia che può essere sanata solo se il difensore presente non solleva eccezione.

  • art. 21 e art. 27 cod. proc. pen.

    Invocati dai ricorrenti in tema di competenza per materia e ragione del reato più grave; la questione di riqualificazione del reato incide sulla determinazione del giudice competente.

  • art. 321, art. 322ter e art. 125 comma 3 cod. proc. pen.

    Norme richiamate in relazione ai rimedi avverso il sequestro preventivo e alla possibilità di chiedere la riduzione della garanzia; il Tribunale del riesame ha limiti nel compiere accertamenti mirati salvo nei casi di manifesta sproporzione 'ictu oculi'.

  • art. 324 comma 5 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla Corte per affermare la competenza del Tribunale del riesame di Sondrio al momento del rinvio per nuovo giudizio.

  • art. 23 co. 8 D.L. n. 137/2020 e art. 8 D.L. 198/2022

    Riferimenti procedurali utilizzati per il trattamento del ricorso con contraddittorio scritto e per la disciplina delle udienze camerali in materia cautelare durante il regime emergenziale/semplificato.

  • D.Lvo 74/2000 (art. 2, art. 4, art. 5, art. 10)

    Norme relative ai delitti fiscali che hanno costituito parte della contestazione sostanziale alla base del sequestro; rilevanti ai fini della determinazione del fumus e del profitto del reato.

  • art. 648-bis cod. pen.

    Norma sul riciclaggio ricorrente nel capo di imputazione (o su cui è stata svolta discussione circa la qualificazione come autoriciclaggio), rilevante ai fini della gravità del reato e della competenza territoriale.

  • art. 329 e art. 322 del D.Lvo 14/2019

    Richiami normativi connessi alle ipotesi di reato contro la pubblica amministrazione e alla fattispecie/tesi accusatoria; utilizzati nella descrizione dei capi di imputazione.

Massime di principio

  • L'omessa notifica dell'atto che fissa l'udienza camerale a uno dei difensori di fiducia determina una nullità di rilievo che, se non sanata in udienza dal difensore presente (ovvero se l'eccezione viene sollevata e non valutata), può portare all'annullamento del provvedimento di riesame.
  • È onere del difensore presente verificare prima dell'udienza l'esistenza e la regolarità della nomina e della notifica a eventuali altri difensori e segnalare immediatamente al giudice eventuali mancanze per evitare la perdita della possibilità di sanatoria.
  • In sede di sequestro preventivo per equivalente, le questioni sostanziali (proporzionalità, quantificazione del profitto, ecc.) possono essere comunque assorbite da vizi procedurali gravi: la Corte di legittimità dà priorità alla correttezza del procedimento rispetto all'esame nel merito quando sussistono nullità rilevanti.
  • La determinazione della competenza territoriale segue la regola del "reato più grave": cambi di qualificazione (es. autoriciclaggio vs riciclaggio, o riqualificazioni rispetto ai reati fallimentari) possono incidere sulla competenza territoriale e devono essere affrontati con adeguata motivazione e rispetto delle garanzie difensive.
  • In caso di presunta sproporzione del sequestro, la giurisprudenza ammette verifiche limitate del tribunale del riesame salvo i casi di manifesta sproporzione 'ictu oculi'; tuttavia il rimedio ordinario per il destinatario resta l'istanza di riduzione della garanzia al pubblico ministero e, se negata, l'impugnazione cautelare.

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