Sentenza n. 3228/2026 - Napoli, Sezione 6
Ottemperanza alla sentenza nr. 5855/25 dell'intestato Tribunale del 09/07/2025, depositata in data 05/08/2025 ed in pari data notificata telematicamente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia dell'Amministrazione nell'esecuzione della sentenza che aveva annullato la revoca del nulla osta al lavoro subordinato
Esito
La controversia
Il ricorrente ha agito in ottemperanza alla sentenza n. 5855/2025, con la quale il TAR aveva annullato la revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato in suo favore, valorizzando la sua entrata legittima in Italia, la buona fede, l'inserimento economico-sociale e la nuova opportunità lavorativa. Sebbene la Prefettura avesse comunicato la riapertura del procedimento, essa non aveva definito la posizione neppure dopo un'ulteriore istanza di esecuzione del 18 dicembre 2025. Il ricorrente ha quindi chiesto l'esecuzione del giudicato e, in caso di ulteriore inadempimento, la nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Nelle more del giudizio, la Prefettura di Caserta ha comunicato di avere dato integrale esecuzione alla sentenza, rilasciando al ricorrente il titolo di soggiorno per attesa occupazione. Il Collegio ha ritenuto tale intervento pienamente satisfattivo della pretesa sostanziale e idoneo a realizzare l'obiettivo dell'azione di ottemperanza, facendo venir meno l'interesse a una pronuncia di merito. Ha pertanto dichiarato la cessazione della materia del contendere, qualificata nella motivazione come improcedibilità per cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Le spese sono state integralmente compensate per giusti motivi, in considerazione della natura della pronuncia e della particolarità degli interessi coinvolti.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
Tale circostanza determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, del Codice del Processo Amministrativo.
La cessazione della materia del contendere ricorre quando l'attività successiva dell'Amministrazione soddisfa integralmente l'interesse azionato e rende inutile la prosecuzione del giudizio.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare la parte ricorrente.
La norma è richiamata quale base per l'oscuramento delle generalità e degli ulteriori dati identificativi della parte ricorrente.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata
La disposizione è richiamata, insieme alla normativa nazionale, a tutela dei dati personali della parte interessata.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l'intervento successivo dell'Amministrazione che dia integrale esecuzione al giudicato e attribuisca al ricorrente il bene della vita perseguito determina la cessazione della materia del contendere, poiché viene meno l'interesse a una pronuncia di merito.
- La cessazione della materia del contendere presuppone che l'attività amministrativa sopravvenuta sia pienamente satisfattiva dell'interesse azionato e renda inutile la prosecuzione del giudizio per il conseguimento dello scopo perseguito.
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