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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22382/2026 del 17/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che, confermando la decisione di primo grado, lo aveva ritenuto responsabile di violazioni del codice della strada. Il ricorso non contestava la responsabilità, ma esclusivamente il trattamento sanzionatorio: si deducevano erronea applicazione della legge penale, carenza e manifesta illogicità della motivazione in relazione agli artt. 132 e 133 c.p. per la dosimetria della pena, nonché in relazione all'art. 62-bis c.p. per il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La difesa sosteneva che la pena fosse eccessiva e che la motivazione sul diniego delle attenuanti fosse insufficiente o illogica.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la sentenza impugnata fosse sorretta da motivazione congrua sia sulla quantificazione della pena, ritenuta adeguata alla gravità dei fatti e alla personalità negativa dell'imputato gravato da precedenti penali, sia sul diniego delle attenuanti generiche, giustificato proprio da precedenti penali e gravità dei fatti. È stata quindi confermata la condanna già pronunciata nei gradi di merito, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 186, comma 7, cod. strada

    norma incriminatrice contestata tra i reati di guida in stato di ebbrezza, ma non oggetto di specifica censura nel ricorso

  • art. 187, comma 8, cod. strada

    norma incriminatrice contestata tra i reati di guida sotto l'effetto di stupefacenti, ma non oggetto di specifica censura nel ricorso

  • art. 116, comma 15, cod. strada

    norma incriminatrice contestata per la guida senza titolo abilitativo; non incide sulla decisione di legittimità

  • art. 132 c.p.

    richiamato come parametro della doglianza sulla dosimetria della pena

  • art. 133 c.p.

    richiamato come parametro della doglianza sulla dosimetria della pena

  • art. 62-bis c.p.

    la Corte ribadisce che il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se sorretto da elementi di preponderante rilevanza, anche solo dai precedenti penali dell'imputato

  • art. 616 c.p.p.

    base per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende

  • art. 591 c.p.p.

    presupposto implicito della declaratoria di inammissibilità del ricorso

  • art. 606 c.p.p.

    riferimento implicito ai motivi di ricorso per cassazione dedotti come violazione di legge e vizio di motivazione

Massime di principio

  • In sede di legittimità è inammissibile la censura che, sotto l'apparente deduzione di violazione di legge o vizio di motivazione, miri in realtà a ottenere una nuova valutazione della congruità della pena.
  • La determinazione della pena in concreto rientra nel prudente apprezzamento del giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se la scelta non sia frutto di arbitrio o di motivazione manifestamente illogica.
  • Il diniego delle attenuanti generiche può essere motivato anche con riferimento ai soli precedenti penali dell'imputato, quando essi siano ritenuti elementi sufficienti a esprimere un giudizio negativo sulla personalità.
  • Ai fini del diniego delle attenuanti generiche non è necessario confutare analiticamente ogni singola deduzione difensiva, essendo sufficiente l'indicazione degli elementi ritenuti prevalenti e ostativi al riconoscimento del beneficio.

Come è indicizzato

MaterieGuida in stato di ebbrezzaGuida sotto effetto di stupefacentiFuga e omissione di soccorsoImpugnazioni
RamiReati stradaliProcesso penale
IstitutiOnere della prova

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