Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11149/2024 del 18/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione, a mezzo istanza di riesame, del sequestro preventivo finalizzato alla confisca disposto dal GIP (11.5.2023) su quote societarie e autovettura formalmente intestate alla convivente Diana Matek ma ritenute riconducibili al Crugliano; il ricorrente sosteneva di essere legittimato a chiedere il riesame anche se non formale titolare dei beni, per la sua sostanziale disponibilità e il conseguente diritto alla restituzione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di interesse/legittimazione: l'indagato non titolare dei beni può impugnare il sequestro solo se dimostra un interesse concreto e attuale, identificato nella possibilità di ottenere la restituzione dei beni. Il ricorrente non ha fornito elementi di fatto e di diritto che comprovassero una relazione qualificata con i beni (es.: prove della fittizietà dell'intestazione o della sua disponibilità concreta), limitandosi a richiamare l'imputazione provvisoria. Perciò il ricorso è stato respinto; il ricorrente è condannato alle spese e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata quale titolo materiale della confisca (confisca per sproporzione) rispetto al sequestro preventivo disposto dal GIP

  • art. 512-bis cod. pen.

    Fumus del reato ritenuto dal GIP relativo all'intestazione formale di beni a terzi; richiamato come base dell'ipotesi accusatoria

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Individua le categorie astrattamente legittimate a proporre impugnazione (tra cui l'indagato), ma la Corte precisa che l'ammissibilità richiede anche un interesse concreto all'impugnazione

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Richiamato nel quadro delle norme sulle impugnazioni del sequestro preventivo quale disposizione collegata alle impugnazioni delle misure reali

  • art. 568, comma quarto, cod. proc. pen.

    Norma sulle impugnazioni che impone il requisito dell'interesse concreto e attuale per l'ammissibilità del gravame; onere di dedurre la sussistenza dell'interesse

  • art. 591, comma primo, lett. a) e lett. d) cod. proc. pen.

    Richiamate per il principio secondo cui le regole generali sulle impugnazioni richiedono la verifica di ammissibilità basata su un interesse concreto e sull'onere di allegazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna al pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso

  • art. 23, comma 8, DL 137/2020

    Norma procedurale usata per la trasmissione della requisitoria scritta della Procura Generale

Massime di principio

  • Chi non è il formale titolare dei beni sottoposti a sequestro preventivo può impugnare il provvedimento solo se dimostra un interesse concreto e attuale all'impugnazione, identificato nella possibilità di ottenere la restituzione del bene.
  • L'ammissibilità dell'impugnazione non deriva automaticamente dalla qualità soggettiva (es. essere indagato): è necessario dedurre e provare una relazione qualificata con il bene (proprietà sostanziale, disponibilità effettiva, diritti riconoscibili) che renda effettivo l'interesse alla restituzione.
  • L'onere probatorio/informativo grava su chi impugna: occorre indicare fatti e prove che giustifichino la pretesa di diritto alla cessazione del vincolo cautelare (es. documenti di acquisto, pagamenti, gestione effettiva, atti che dimostrino la fittizietà dell'intestazione).
  • Se la difesa assume contemporaneamente che i beni siano riconducibili all'indagato (per contestare la causalità o il fumus) e nega la propria titolarità, la contraddittorietà può indebolire la legittimazione all'impugnazione: chi contesta l'intestazione fittizia deve fornire elementi concreti a sostegno.
  • Le norme sulle impugnazioni delle misure reali (art. 322 e ss.) danno categorie astratte di legittimati, ma le norme generali sulle impugnazioni (art. 568 e 591 c.p.p.) richiedono la verifica di ammissibilità fondata su un interesse concreto; gli avvocati devono quindi costruire una motivazione fattuale precisa per evitare l'inammissibilità.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.